Manna-Iantorno: una coppia inadeguata

di GIANFRANCO DE FRANCO

LA relazione dell’assessore al Bilancio del Comune di Rende, Iantorno (Pierpaolo, da non confondere con un altro Iantorno, assessore dal 1963 al 1989, che fu di altissimo spessore e capacità) relativa all’unico punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale (una richiesta di anticipo di 3,5 milioni di euro alla cassa Depositi e prestiti), è un altro tentativo di prendere in giro i rendesi e i consiglieri comunali.

Dopo circa 5 anni di gestione finanziaria di un Comune che, per ammissione del Commissario prefettizio Maurizio Valiante, al momento del passaggio di consegne al nuovo sindaco Marcello Manna, era si in predissesto, ma con i conti in ordine e con una dotazione finanziaria extra di 3 milioni di euro, ci troviamo al punto, così ha detto l’assessore, che rischia di finire in dissesto.

Naturalmente l’assessore non si è assunto nessuna responsabilità cercando di scaricarla su Valiante (2013-2014)?, su Cavalcanti (2011-2013)?, su Bernaudo (2005-2010)?, su Principe (1999-2005)? Non è stato chiaro a quanti anni prima si riferisse. L’unica cosa chiara è che non si riferiva certo agli anni 2014-2019.

E qui stanno le ambiguità. Non so se per l’assessore la logica esiste ancora.

Esporrò dei fatti. Le conclusioni può trarle il lettore.

A inizio mandato (2014) Manna riceve una situazione finanziaria solida. In predissesto, ma solida. Valiante gli lascia un Comune:

  • senza debiti fuori bilancio;
  • con un fondo di 4 milioni di euro per eventuali soccombenze giudiziare;
  • con i fornitori che sono pagati entro 60 giorni dal termine dei lavori.

A fine mandato (2019) Manna e l’assessore al Bilancio dichiarano questa situazione:

  • non riescono a pagare i fornitori;
  • hanno bisogno di un prestito della Cassa depositi e prestiti di 3,5 milioni per pagarli;
  • annunciano che se non riescono ad ottenerlo è probabile la dichiarazione di dissesto finanziario.

Da tenere presente che c’è anche un dirigente, Antonio Infantino, che ha lavorato con Valiante e ora lavora con Manna. C’è, quindi, continuità dirigenziale. E c’è da supporre che se Infantino è stato bravo con Valiante, avrebbe dovuto esserlo anche con Manna. Se invece, non lo è stato con Valiante, avrà continuato a non esserlo con Manna. In ogni caso la dirigenza è un fattore non mutato. Quello che è mutata è la gestione da Valiante-Infantino a Manna-Iantorno.

Dato che il Comune (come ha detto in Consiglio comunale l’assessore) è sull’orlo del dissesto, è evidente che la coppia  Manna-Iantorno ha portato il Comune alla rovina.

Che la coppia Manna-Iantorno non è in grado di gestire la “macchina” comunale.

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