Il Bingo.. targato Manna

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di Mirko Di Maria

 

-16.000.000 di euro (dal CIPE) per la bonifica del sito “ex Legnochimica”.

-2.000.000 di euro  (dal Coni) per il  completamento del Palasport.

-200.000 euro circa per la riqualificazione delle piazzette di via Fratelli Bandiera     (lavoro pessimo).

-150.000 euro circa destinati alla nuova sede della protezione Civile(ancora nello stesso stato di un anno fa a scapito della Biblioteca Civica trasferita in un luogo non identificabile).

-2.000.000 di euro (provenienza da identificare forse Agenda Urbana) destinati alla riqualificazione del Borgo antico.

-15.000.000 di euro (Agenda Urbana).

 

Cari concittadini siamo ricchi o forse no siamo al Bingo; o meglio, la lungimirante Amministrazione conscia delle innumerevoli chiusure commerciali, tra cui mi pare lo stesso Bingo, ha deciso su spinta dei suoi tecnici, di prendere il posto della ludica attività, iniziando una perpetua sparatoria di numeri e cifre, un costante bombardamento di promesse e grandi opere, che tardano ad arrivare giunti ormai alla fine di questa triste legislatura; ma si sa con l’approssimarsi dell’ elezioni numeri e promesse fittizie, sono un binomio formidabile da imboccare ai cittadini.

Le chiacchiere però stanno a zero; nessun cittadino griderà al bingo o alla cinquina, nessun progresso è stato fatto in questi tetri quattro anni, anzi la città è notevolmente regredita, vittima di una politica clientelare spicciola e di basso livello, dove tutti sono in vendita, tutti hanno un prezzo ben definito, infischiandosene di etica e coerenza, consapevoli che il relativismo della loro opinione  sconfina nel surreale, designando nella loro subdola immaginazione una cittadina che rasenta la perfezione amministrativa.

Siate seri e umili ma soprattutto tornate alla realtà, ammettendo il vostro totale disastro.  Un fallimento annunciato percepibile da ogni prospettiva ed evidente a tutti i cittadini; una città paralizzata, sporca, degradata, piena di buche, senza un concreta prospettiva di ripresa e di sviluppo,ma soprattutto brutta, eccessivamente brutta aggiungerei.  Nella mia seppur breve memoria storica, io non rammento Rende cosi esteticamente brutta, sembra una cittadina abbandonata a se stessa priva di ogni cura necessaria, priva di amor proprio, lasciata in una morente  putrefazione, vittima degli sprechi figli di una politica clientelare, che in questi quattro anni  ha sfamato i soliti noti (la casta cosentina), lasciando la città a bocca asciutta .

Ho sentito “esperti” cimentarsi in profonde discussioni sul delicato tema del declino commerciale rendese, alcuni in una fase ascetica e mistica, credono che il problema sia riconducibile essenzialmente ad un aspetto  socio-psicologico, altri credono che si debba ridisegnare la città emulando altri modelli, tipo quello cosentino, altri rinnegano addirittura l’esistenza stessa di questa problematica crisi; nessuno però senza tergiversare troppo su locuzioni complicate, ha evidenziato uno dei maggiori problemi inerenti proprio alla crisi commerciale, ovvero l’estetica. Rende ora come ora, è decisamente brutta, anzi non è mai stata cosi brutta, e  chi mai sognerebbe di investire in una cittadina cosi, in una bruttissima periferia?

Onestamente non mi permetto di giudicare la veridicità dei fondi in arrivo per la Città, ma su un aspetto è doveroso esigere chiarezza e trasparenza; tutti i programmi promessi dall’attuale amministrazione devono essere vagliati da un autentico studio di fattibilità, che oltre a verificare l’effettiva funzionalità dei progetti che si andranno a finanziare, permette alla cittadinanza tutta, di controllare l’uso che ne sarà fatto, evitando e arginando sprechi e potenziali ricami clientelari.

 la domanda rimane tale: chiovanu sordi a Rende?

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