Al “Bistrot”

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Mirko D. Maria

Quella sera in osteria … discutendo di  potere e “bene comune”

 

Prospero( Borghese intinto di qualche nozione di filosofia politica):“Suvvia giovanotto, di  cosa ti preoccupi, non è tanto ciò che si fa, ma ciò che si vuol far credere, se al popolo diciamo che qualcosa s’è fatto, se al popolo forniamo numeri fittizi e paroloni, se al popolo distribuiamo piccoli e miseri scorci di speranza, allora nessuno si accorgerà dei nullafacenti”.

Cesare(aspirante rampollo o cosi si definisce): “ma sei sicuro? a me pare che  tutto stia  degradando,che la bellezza stia logorando,  il popolo sta diventando insofferente, e se pure i servizi primari mancano chi lo controlla più? Sarà forse il caso di fare qualche passo indietro??”

Prospero: “la gioventù ti tradisce, credi davvero che il popolo abbia coscienza di sé? Spiegatelo  voi dottore come si illude e disillude..”

Ambrogio (commercialista e filantropo per professione): “incertezza e necessità, sono strumenti indispensabili per la manipolazione del consenso, tu proferisci ciò che tutti vogliono sentire, elargisci piccoli spazi di partecipazione, distribuisci illusorie convinzioni, e vedrai come cambierà radicalmente la percezione del reale”.

Cesare: “ ma scusate dottore, se noi abituiamo il popolo a vivere di illusioni, e non distribuiamo la ricchezza per garantire il bene comune e migliorare le condizioni di vita di tutti, allora di che  sinistra siamo noi, quale ceto difendiamo ? Ma soprattutto per il bene di chi agiamo???

Ambrogio: “ Ma che domande sciocche, è ovvio che il relativismo del bene comune appartiene a chi detiene il potere, e se disponi di tale facoltà, allora  sta sicuro che il bene che tu vorrai sarà sempre considerato  il bene comune, non sarà necessario essere di una parte piuttosto che di un’altra” .

Cesare: “ non vi seguo dottore, siate più pratico, cosa intendete dire?”

Prospero: “ se permettete dottore, spiegherò io  il pragmatismo del vostro pensiero; giovanotto lei per quale motivo è qui? Sicuramente per chiedere consulenza a chi detiene il potere, ora nel nostro discutere io v’ho fatto intendere quale sarà la mia posizione, dunque se vuole che tale consulenza possa avvenire in termini di soddisfazione reciproca, le dico chiaramente che queste verranno pienamente adempiute, poi starà a lei fornire spiegazioni credibili atte a giustificare il cosiddetto bene comunitario,  celando ovviamente ogni traccia  del nostro preventivo accordo. In caso contrario questa conversazione non avrà seguito, e a lei non rimarrà che saziarsi di presunti valori”.

Cesare: “ no per carità continuiamo pure, ho necessità anch’io”

Prospero: “orbene, permettetemi di offrirle una bella  bistecca e del buon vino, soddisfiamo i nostri piaceri, al popolo poi rifileremo la solita minestra”.

 

ps. ogni riferimento è puramente casuale,  dall’opera Al Caffè (E.M.)

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