Piperno: «La repressione non risolve»

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«…e quindi la risposta deve essere culturale …»

di GIANFRANCO DE FRANCO

Franco Piperno

(Da “Il Domani” 28 giugno 1998)

Claudio Dionesalvi intervista Franco Piperno

Domanda: Sei appena tornato da Palermo, dove hai partecipato ad un convegno sulla mafia. Cosa hai sostenuto?

Risposta: «Non serve l’esercito. È significativo che proprio l’ex Ministro della difesa Andò sia stato inquisito per fatti di mafia. Le leggi eccezionali rendono più feroci le organizzazioni. I giovani che diventano mafiosi, lo fanno perché hanno bisogno di essere qualcuno, di avere un ruolo e quindi la risposta deve essere anche culturale. Se si fa una lotta meno violenta alla delinquenza, la stessa delinquenza sarà meno violenta».

 


La repressione di Manna

«Di concerto con il sindaco Marcello Manna,oggi dopo una riunione con i responsabili della Calabria Maceri, con il comandante Vincenzo Settimio dei vigili urbani di Rende, si è stabilito di partire, dopo sei mesi di tolleranza, con controlli più accurati del territorio, con l’utilizzo di telecamere, per quanto riguarda l’abbandono di rifiuti. Nella stessa riunione,si è deciso di inserire nel bilancio del prossimo anno delle premialità per i condomini che risulteranno virtuosi,e che al loro interno provvederanno alla realizzazione di piccole isole ecologiche. La premialità sarà anche estesa ai privati possessori di unità immobiliari singole».


La falsa rivoluzione di Manna

In soldoni repressione, repressione, repressione. E poi le “piccole isole ecologiche” sono un capolavoro. Se le uniamo alle “grandi isole ecologiche” annunciate, torniamo paro paro ai cassonetti. E’ questa la “rivoluzione” della raccolta differenziata di Manna? Da tempo va ripetendo che se non funziona la colpa è dei cittadini di Rende.


Il mondo alla rovescia di Manna

Marta Petrusewicz

Manna e Piperno sembrerebbero due mondi contrari, contrapposti, inconciliabili. Due concezioni della società senza punti di incontro. Quelle di Manna sono parole che non appartengono né al mondo della sinistra, né a quello cattolico. Sono parole e atteggiamenti fascisti. Comandante, telecamere, (in)tolleranza, controlli del territorio. Ovviamente sono ambiti molto diversi, ma “l’approccio” alle soluzioni non può essere diverso. Se “predichi” cultura non puoi applicare repressione né con la mafia, né con i rifiuti, né con nessuna altra cosa.

Eppure si parla di Piperno consulente di Manna, mentre Marta Petrusewicz è addirittura assessora in carica. E’ triste per me ammetterlo, ma è veramente un mondo alla rovescia.

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