Duello.. fra “Signorotti”???

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di Mirko D. Maria

Nell’ormai decaduta cittadina di Rende, in preda al panico dettato dall’insopportabile fardello del fallimento amministrativo della parentesi politica targata Manna, assistiamo increduli ad un continuo battibecco tra traditori e traditi. Nella più antica delle tradizioni cavalleresche costoro, questi arguti gentiluomini in veste di “signorotti” di manzoniana memoria, si sfidano a colpi di frecciatine e raffinati insulti, cercando in tutti i modi di legittimare e legittimarsi agli occhi dei cittadini mediante vesti di messianiche figure apparse per salvare l’anima della città.

Considerando che la prefazione metaforica rende bene l’idea, vorrei sottolineare ai cittadini  come “l’arte” del controsenso e dell’intrallazzo, sia divenuta, ora più che mai, una costante  caratterizzante della cultura politica e sociale trasmessa  da quella sensazionale entourage intellettuale conosciuta come Laboratorio Civico, che forse in momenti di amnesia, dimentica come esso stesso sia il risultato ultimo di  quel famoso compromesso, sancito e glorificato, con quelle note personalità della eterogenea destra calabrese, di cui tutti conoscono la conclamata storia, e che adesso sono però rinnegate in nome di una santissima espiazione di colpe, che io personalmente mi permetto di definire con il termine di “PARACULISMO”.

Ebbene in alcune dichiarazione apparse in questi giorni sulla pagina del Sindaco in merito ai sorprendenti risultati conseguiti da quel fantastico binomio chiamato Manna&CalabriaMaceri, i “signorotti” del Laboratorio civico, rimproverano e accusano i “signorotti” di AP con queste precise parole:

“…a questo punto il recente intervento di AP sulla stampa locale speriamo non sia finalizzato a tutelare amici e parenti costruttori che si trovano nelle condizioni di chi non è affatto catalogato su alcuni immobili siti in Rende.”

Questo sagace commento ha del comico e del paradossale.  Ma ricapitoliamo con ordine, nella tornata elettorale del 2014 la vincente coalizione elettorale del centro-destra guidata dal sindaco Manna si appresta a guidare la città verso quel decantato rinnovamento politico e sociale; nella sua equipe di governo spiccano personalità legate alla peggior classe politica del centro-destra (e forse già allora del centro-sinistra)che in stretta collaborazione con il Sindaco registrano un clamoroso periodo di inattività amministrativa che da cosi inizio al declino rendese. Le impellenti pressioni di chi pretende e vuole prendersi ciò che gli spetta, dettando condizioni e regole, costringono il Sindaco e la sua troupe di soggiogati, a virare verso posizioni più affabili, in sostanza verso chi si vende per molto meno.

Ed ecco la “genialata”. Maggioranza istituzionale per il bene di Rende.  Ma come? Allora prima, il bene di chi si faceva e soprattutto, siamo proprio sicuri che questo sia il bene di Rende?

Io personalmente alcune domande vorrei porle a quelli del Laboratorio Civico; innanzitutto quando ammonite AP di tutelare alcuni “tipi” di amici, accusandoli dunque di fare in un certo senso “clientelismo”, tale constatazione, perché mai non è stata fatta a priori? e mi riferisco precisamente al lontano 2014, perché allora la politica cosiddetta clientelare vi faceva comodo? non esistevano già allora questi presunti “amici”? Perché solo ora, siete pervasi da una santissima espiazione di giustizialismo, condannando coloro i quali vi hanno sostanzialmente creati??

In effetti la paternità di questa amministrazione è contesa fra chi all’inizio, mascherandosi di un falso civismo ha svenduto la città a coloro i quali per nota storia politica, gestiscono un trentennale impero clientelare, la cui sola ambizione è quella di ampliare il raggio dei consensi da gestire; successivamente invece essendo la catena dei gentiliani troppo stretta, si è deciso di difendersi sotto l’alone protettivo di un altro noto signorotto, un ex comunista divenuto oramai imprenditore della politica, uno che a dire di molti ha le mani un po’ dappertutto, figuriamoci se non ambiva a mire espansionistiche sulla cittadina rendese, avendo anche lì qualche vassallo e valvassino  da buttare  nella mischia.

E allora io mi chiedo ma che cos’è l’esperienza Manna/ Laboratorio Civico?

Quale segno indelebile lascerete nei cuori dei cittadini?

Quanta fiducia e credibilità possono trasmettere costoro, che gestiscono la cosa pubblica come se fosse un mero circolo ricreativo, dove i problemi della città vengono decisi a “tressette”, facendo coppia prima con uno e poi con altri?

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