Manna e i “Negazionisti”

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di Mirko D.Maria

Manna e “i Negazionisti “

“Il termine NEGAZIONISMO indica una corrente antistorica e antiscientifica del revisionismo, attraverso l’uso spregiudicato di uno scetticismo  storiografico portato all’estremo,  non si limita a reinterpretare fenomeni della storia contemporanea,  ma si spinge fino a negarne l’esistenza.”

Dopo l’ultimo commento pervenuto dal Sindaco e dal suo team d’intellettuali, abbiamo finalmente dedotto quale patologia affligge Manna e soci, constatando che costoro siano certamente affetti da una pericolosa e preoccupante sindrome di negazionismo, che ha come sintomi principali la progressiva distorsione della realtà che li circonda, il ché risulta preoccupante in quanto sta a significare che i signori che attualmente amministrano hanno una scarsa conoscenza della città e dei suoi cittadini, ed determinate affermazioni o proclami sono un’offesa  diretta ed indiretta per la tradizione storica dell’intera comunità rendese.

Nella contorta visione del Laboratorio Civico il loro operato amministrativo rasenta il “miracoloso”, il loro incredibile e straordinario sforzo ha risollevato le sorti della Città che adesso brilla fra le stelle delle migliori città italiane. Ora siamo intellettualmente sinceri tutto ciò che affermato nelle dichiarazioni del Laboratorio Civico, è paradossalmente RIDICOLO.

 La verità è che esistono pochissime città in Italia e in Europa come Rende, ho sempre sentito nella mia piccola esperienza, che la vita nella comunità rendese era invidiata e ambita  da tutta l’area urbana;  non si trovavano realtà paragonabili , nessuna cittadina riusciva ad offrire la stessa vivibilità e collocarla in una progettazione urbanistica che ha creato  innumerevoli centri di aggregazione rafforzando cosi il senso civico e l’amore per la tradizione storica ed identitaria della città.

La verità è che quattro anni fa, Manna e soci si sono trovati ad amministrare una città che per potenzialità e prospettive di crescita viaggia come un Ferrari, ma che costoro nella loro innegabile inadeguatezza guidano come fosse una Panda; si nascondono dietro numeri fittizi, proclami artificiosi, ma io mi domando:

Se è vero che il debito della città ammonta o ammontava a 40 milioni, perché il sindaco e la sua maggioranza istituzionale non si interrogano su come sia possibile che realtà come la vicina Cosenza che nel bilancio presentano un debito che triplica quello rendese, non sono state dichiarate in pre-dissesto?

La verità è che ai personaggi della maggioranza istituzionale non interessa porsi tali domande, perché a loro fa comodo non ricercare la verità, in quanto non avrebbero più argomenti su cui strumentalizzare il dibattito pubblico, allora è giusto chiedersi cosa sia per loro il bene della città, considerando che nella storia rendese non si è mai ravvisato un periodo cosi decadente; la città è in preda ad un progressivo degrado, le strade sono dissestate, l’intero territorio è invaso da rifiuti, colpa di una scadente progettazione che non ha saputo preparare preventivamente la cittadinanza al nuovo metodo di raccolta, le attività commerciali chiudono a causa della desertificazione o sfollamento  che vede molte persone emigrare in terre più prosperose, l’identità storica di una città rischia di essere cancellata in un contorto processo che loro chiamano “fusione”, ma che se realizzato in questi termini rischia di diventare un’annessione, ma soprattutto e ci tengo sottolineare questa cosa, non esiste concretamente un progetto che sappia programmare il futuro di questa città mediante un rinnovamento autentico, e non il riciclo di interessi privatistici orditi prima a destra e poi a sinistra per lucrare sui beni della nostra città.

Questa è l’amministrazione dei privilegi, dove tutto è lecito e tutto consentito, basta entrare nel magnifico giro d’interessi creato ad hoc per racimolare le ultime clientele in attesa delle prossime elezione amministrative, perché se un movimento politico non ha argomenti non ha progetti, si dedica a quelli degl’altri appropriandosene e soprattutto rinnegandone il valore; o ancora si dedicano ad una politica “gossippara” fatta  di insulti o slogan predefiniti, ma nella sostanza sono il vuoto più totale privi di valide idee e di progetti per il futuro.

 

Per concludere vorrei consigliare che nonostante le difficoltà cognitive il “negazionismo” è comunque curabile.

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