Parco Acquatico: Tra sperperi e controsensi

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di Mirko D.Maria

Nel Consiglio Comunale di oggi,  che poi chiamarlo  “Consiglio” è uno offesa stessa alla volontà democratica dei cittadini, infatti assume sempre più i connotati di una “farsa”, fra i diversi punti all’ordine del giorno, è prevista una  discussione inerente la Gestione del Parco acquatico-sportivo di Santa Chiara, tematica molto calda e complessa contornata come al solito dall’approcciarsi inadeguato e confusionario che contraddistingue puntualmente il target palesato dall’amministrazione targata Manna.

Senza tergiversare troppo sugl’ormai evidentissimi limiti amministrativi di quest’arroccata Giunta,  vorremmo rendere noto ai cittadini come la situazione “parco acquatico” sta pericolosamente  assumendo i connotati distintivi  di un nodo insolubile, oltre che un peso per le tasche dei cittadini; il tutto perché  se l’idea appartiene ad un altro, se il progetto è maturato da altri, è ovvio che” gl’attuali” non abbiano la ben che minima idea di come gestirla o inquadrarla  in un ottica progressista.

In ogni caso per i cittadini che non  conoscessero bene la situazione, il Parco acquatico, è stato consegnato alla città già da diversi mesi  pronto per essere utilizzato, l’unico ostacolo da superare è quell’insormontabile limite cognitivo di chi attualmente si adopera per trovare una soluzione risolutiva per la struttura; il nocciolo della questione è che più tardiva si fa la risoluzione del problema, più esosa diventa la spesa di mantenimento della struttura che grava di un costo di manutenzione pari a 40.000 euro mensili,  che andranno ad accumularsi nella spese dei cittadini, già soggetti a repentini aumenti tassativi, e si prevedono ulteriori aumenti.  Di questa spesa di 40.000 euro, il sindaco sembra fare orecchie da mercante, in quanto continua ad affermare fermamente, che la situazione finanziaria comunale è disastrosa, colpa ovviamente delle amministrazioni precedenti, ma di tutto lo sperpero che viene fatto, tra eventi mal organizzati, concessioni fumose, incarichi, consulenze, e stipendi dirigenziali da far invidia allo stesso CDA della Ferrero, nessuna parola.

Ed ecco il controsenso distintivo di questa fittizia Amministrazione: si sperpera ma si è in crisi, si progetta ma non si hanno idee, si tenta di fare ma forse non si ha la consapevolezza di cosa sia realmente si stia facendo, si è passato dalla politica di tutti e per tutti, alla “politica degl’amici i l’amici”, dove fioccano incarichi e consulenze assegnate in basa al grado di convenienza e al parculismo, un metro di giudizio del tutto innovativo, forse anch’esso figlio del decantato rinnovamento auspicato  dal sindaco e dal suo Laboratorio  civico.

L’ultima chicca inerente sempre al Parco acquatico, riguarda l’appalto aggiudicato per il “Servizio di vigilanza fissa dello stesso” che per quanto risulti nella forma legalmente accettabile, nella sostanzialità dei fatti invece presenta alcuni evidenti controsensi procedurali.

Per essere chiari e precisi i nostri dubbi sono dettati da alcuni punti del iter che ha portato al conferimento dell’appalto: innanzitutto delle cinque ditte invitate, ne partecipa solo una che guarda caso si aggiudica l’appalto con un ribasso del 3% ; praticamente un” regalo”, il ché desta onestamente qualche sospetto.  Ora premettendo che non mi permetterei mai di giudicare l’integrità della ditta/società interessata, appare però ovvio che qualche accordo sottobanco  potrebbe esserci stato, e che “la politica degl’amici i l’amici” sia intervenuta anche in questo caso;  ma oramai è inutile stupirsi, questo è il tratto caratteristico dell’amministrazione Manna , una politica fatta per pochi, un valzer di consulenze e incarichi assegnati su base personale, maggioranze istituzionali che prendono in giro i cittadini, e potrei continuare per ore.

In sintesi; il periodo più decadente della città di Rende.

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