Manna chiude la Biblioteca di Commenda: il tramonto della cultura a Rende

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di Mirko D.Maria

Nel romanzo distopico “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury è descritta un tipo di sociètà in cui alcune forze para-istituzionali, avevano il compito preciso di individuare le biblioteche e di bruciare ogni libro presente nelle stesse, l’autore eufemisticamente aveva consegnato questo ingrato compito ai vigili del fuoco.

Ora se per distopia si intende la visionaria possibilità di una mondo in progressiva degenerazione, la chiusura delle biblioteche a Rende, non è proprio una prospettiva tanto distopica, è piuttosto reale e tangibile , considerando che si iniziano a mietere le prime vittime;  in primis è toccato alla povera “Biblioteca civica di Commenda”  che senza una reale motivazione è stata chiusa, i suoi libri presi e buttati in un magazzino, come si è soliti fare con la cultura d’altronde, ma in questo Sindaco e soci, sono dei raffinati paraculo. Di quello che ne sarà dei magazzini dov’era ubicata la biblioteca civica, non abbiamo notizie certe, di sicuro rimane che la cultura non produce lo stesso fatturato delle attività che quest’amministrazione è intenzionata a collocare in quella struttura, quindi cittadini aspettatevi di tutto, alcune fonti c comunque ci dicono che la struttura sarà affidata a qualche istituto collaterale della Protezione Civile.  Ora riconoscendo comunque il contributo inestimabile della Protezione Civile alcuni interrogativi sono davvero ovvi e necessari:

Era questa l’unica soluzione concepibile? Non esistevano altre possibilità che permettevano di mantenere viva una biblioteca, che dalle testimonianze dei cittadini era comunque frequentata??? Non sarebbe stato forse più eticamente corretto cercare delle soluzioni alternative per il rilancio della struttura??

Purtroppo la capacità elaborativa di chi adesso amministra è molto limitata, dunque la superficialità delle scelte ha prodotto la soluzione più ovvia, “il rogo dei libri”.

Ma quanto sta cadendo in basso questa città?? Ascolto consiglieri di maggioranza che da falsi profeti quali sono, cercano glorificazioni sui social, forse in attesa di una beatificazione da vivi, ma in realtà anche loro hanno i loro scheletrucci negl’armadi; ma a noi non interessa la politica gossippara, quello è pan per il Laboratorio Civico e per tutti i suoi portavoce illuminati; il problema principale rimane che oltre ad improvvisate inaugurazioni di opere già progettate e avviate , che non riesco a capire che tipo di vanto possa essere per questa amministrazione, per intenderci, mettere le candeline sulla torta non vuol dire averla fatta, ma  a parte appropriarvi di progetti non vostri, cosa è stato realmente fatto??? Il nulla.

Rende era la città delle chiese, delle piazze, delle biblioteche, delle scuole, tutti centri di aggregazione che hanno creato una comunità unità, un’identità storica ben definita, che marciava progressivamente verso uno sviluppo urbanistico, civico, e culturale invidiabile da tutte le realtà italiane.  È ora che cos’è Rende dopo tre anni di amministrazione Manna??

Rende è divenuta una povera periferia, di quelle soggiogate e destinate ad una posizione di sub-alternità, in quel processo che loro chiamano fusione, ma che altro non è che una becera e malcelata agglomerazione; è divenuta la periferia della superficialità bigotta, della politica degl’aperitivi e della movida cosentina, delle sale slot al posto delle biblioteche e dei paparazzi al posto di consiglieri.

In ultimo vorrei consigliare a qualche simpatico consigliere del Laboratorio Civico che tutti i libri della biblioteca accatastati e pronti per il rogo potrebbero essere utili per accrescere, non solo il suo livello culturale ma soprattutto nell’acquisire consapevolezza delle “cacate” che solitamente e quotidianamente scrive o afferma, evitando paparazzate all’Enrico Papi o alla Corona, suvvia siete grandi e vaccinati, basta cadute di stile. Se questo è il livello culturale esprimibile da talune soggettività allora siamo giunti nell’era dell’antipolitica.  (aspetto smielate considerazioni e celebrazioni malinconiche). E poi saremmo noi a strumentalizzare.

In ogni caso, abbiamo uno scoop per voi: paparazzate questo:

2 comments

  1. Luana S. said on giugno 28, 2017 Rispondi
    Mirko di Maria: perchè non metti la tua foto accanto al tuo nome (pseudonimo?), come fanno tutte le persone serie che pubblicano sul web o che non hanno paura di niente e nessuno? Ho l'impressione che firmi gli articoli con uno pseudonimo. Grazie anticipatamente per la tua risposta!
    • Mirko Di Maria said on giugno 30, 2017 Rispondi
      non sono affatto uno pseudonimo.. sono rendese da generazioni di commenda per la precisione. vieni a trovarmi che ci prendiamo un coffe allo Junior

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