Appello per la Legnochimica

+

di Mirko D.Maria

È abitudinario apprendere come la cultura politica dello stato italiano, e quindi di tutte le sue diramazioni interistituzionali, Regioni, Provincie, Comuni, pecchino inesorabilmente di  una concreta e studiata azione preventiva ;il più delle volte alcune misure necessarie e utili a prevenire situazioni pericolose e delicate, vengono anteposte all’effettiva rilevanza che il fenomeno assume all’interno dell’opinione pubblica. Per essere più chiari, l’interevento delle istituzioni è direttamente proporzionale al livello di criticità esposta da una determinata situazione;  ad esempio, c’è voluta la strage di Capaci per capire la tangibile pericolosità della Mafia, c’è voluto il disastro della centrale di Černobyl’ per capire la pericolosità del nucleare e potrei proseguire all’infinito, ma in ogni caso e in ogni situazione , l’intervento istituzionale è stato sempre e costantemente consuntivo.

La domanda più corretta da chiedersi in questo momento guardando alla realtà della città di Rende è la seguente: è doveroso percorrere la “prassi” istituzionale e quindi aspettare un eventuale e alquanto probabile disastro ambientale(cosa che a parere di molti è già in atto) per capire che il mostro Legnochimica è un problema molto più rilevante e urgente, rispetto a tante tematiche che prontamente sono messe in evidenza dall’attuale amministrazione???

La situazione ha raggiunto picchi di elevata criticità, i processi di autocombustione sono una realtà effettiva è inutile cercare colpevoli dolosi, l’associazione Crocevia a riguardo ormai da anni evidenzia le evidentissime criticità emergenziali relative alla gestione del sito;   maper dover di cronaca  ricapitoliamo il tutto dal principio.

In un precedente post di Maggio, discutevamo con i cittadini di  questi benedetti fondi del CIPE per il via libera alla programmazione 2014-2020 di Sviluppo e Coesione destinati all’Ambiente, di questi 6 milioni  erano o sono destinati alla bonifica del sito Legnochimica ,  4 per la discarica di Sant’Agostino; come avevamo già detto di questi fondi se ne sono presi  tutti i meriti l’amministrazione e l’assessore D’Ippolito, lodandosi per il pregevole operato, altre personalità della maggioranza in merito avevano esposto numerose dichiarazioni , ne  ricordo a proposito  una  di un consigliere  Forzista  in cui incautamente asseriva : “Un’estate ricca di risultati targati Manna”  e continua , “I disfattisti come sempre non vedono oltre il loro naso e non ritengono raggiunto ancora un risultato, ma c’è la certezza che il CIPE stanzierà questi fondi per permettere alla zona in cui ricade il sito di godere di nuova luce, magari rendendo più attrattiva la stessa Zona industriale di Rende in cui si trova collocata l’area di interesse” e infine ciliegina sulla torta   conclude cosi “”Noi rispondiamo con i fatti sulla visione della città, agli altri lasciamo le veline propagandistiche”.Ora constatato chiaramente che molti dell’attuale amministrazione soffrono della sindrome  “del dottor Jekyll e del signor Hyde”   per non fare un ulteriore torto a Stevenson, e considerando  che con tutta l’aria e le chiacchiere fatte da talune personalità politiche  si ci può riempire una mongolfiera , palesiamo qual è la nostra ipotesi sulla situazione:

  • in primis i fondi CIPE sono bloccati perché non esiste un valido progetto di bonifica del sito, ciò vuol dire che l’assessorato di competenza non ha nulla di ché glorificarsi. Il CIPE  elargisce lo stanziamento dei fondi , ma se a supporto non esiste una progettazione adeguata e una costante collaborazione fra enti comunali e regionali, quei fondi rimarranno bloccati per sempre.
  • I progetti presentati al Comune bollati e protocollati, non vengono tenuti in considerazione, senza un perché tra l’atro, dato che molte personalità ed esperti in materia si sono proposti per un eventuale soluzione del problema, e questo ancora rimane incomprensibile.
  • Non si capisce bene il ruolo di “Calabria Maceri “nella situazione, è soprattutto se è realmente vero che abbia un ruolo(e che ruolo) all’interno di tutta questa vicenda.
  • E infine per terminare,ancora non riusciamo a capacitarsi di come nonostante il confronto con l’Università della Calabria sulla tematica, non  sia ancora pervenuto alcun progetto concreto, ma soprattutto, il sito dell’ex Legnochimica non è stato inserito nelle zone ad alta pericolosità indicate dall’ISPRA e dal Ministero dell’Ambiente.

Ora considerando che le istituzioni competenti continuano a prenderci in giro, i consiglieri di maggioranza si adoperano nella più classica delle strategie banaliste ovvero il “vittimismo”disseminando colpe altrui, e giacché la prima tutela del cittadino è determinata dalla sua volontà di manifestare il suo dissenso, io invito tutta la cittadinanza consapevole e libera a indire un evento cosi condiviso da tutti da far sentire la nostra voce non solo nelle stanze del Comune, ma in tutta Italia, perché l’unica cura alla calamità Legnochimica è la determinazione libera di noi  cittadini.

Lascia un commento

Note: Comments on the web site reflect the views of their authors, and not necessarily the views of the transfers internet portal. Requested to refrain from insults, swearing and vulgar expression. We reserve the right to delete any comment without notice explanations.

Your email address will not be published. Required fields are signed with *