Pasqualino “tante sorprese”…l’ultima barzelletta di Manna&co

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di Mirko D.Maria

Dopo l’eccellente documento elaborato e firmato dai tre consiglieri di minoranza, A. De Rango, Carlo Scola, e F. Beltrano, in cui i tre indicano chiaramente l’ intenzione di emanciparsi dall’assurde e al quanto anomale decisioni del “capo” gruppo  PD , e dato è considerato la loro profonda raffinatezza e lo stile elegante con cui hanno spiegato ai cittadini la loro volontà di essere coerenti con la cultura politica che li ha formati e consacrati, è doveroso(essendo io lo “ schizzatore” prediletto di qualcuno) un piccolo appunto sulla controversa figura dell’ex candidato a sindaco PD, membro della minoranza e forse oggi anche maggioranza,  tale Pasquale Verre.

Il  Verre, ironicamente da me denominato  “Pasqualino tante sorprese”, in memoria del simpatico giocattolo adolescenziale a forma di uovo pasquale in cui i bambini potevano  trovare svariate sorprese,  è stato durante la tornata elettorale del 2014 il candidato concorrente dell’attuale sindaco Marcello Manna, e almeno ontologicamente, i due rappresentavano l’esatta antitesi dell’altra; l’uno era espressione di quella ingrata manovra che ha visto forze extraterritoriali (la casta politica cosentina)coalizzarsi per ottenere l’agognato spazio lucrativo della colonizzazione “rendese”, che in quel di Rende sempre gli fu negato, l’atro doveva almeno a parole, rappresentare le forze del riformismo rendese, quindi  il “sano” portatore di una storia e di una cultura politica ben definita.

Se queste erano le premesse ideologiche su cui il candidato Verre portava avanti la sua campagna elettorale e sui cui edificava la sua credibilità politica, ad oggi, io che sono un giovane inesperto( non sicuramente paragonabile ai mostri sacri che al momento dibattono sul “fare politico”) vorrei qualche delucidazione dal Sig. Verre e dal gruppo politico che lo sostiene, perché proprio non riesco a capacitarmi di come sia possibile una cosi paradossale situazione; e non venite a dirmi che si condividono i punti amministrativi, o  per meglio dire la solita barzelletta “per il bene di Rende” non è più credibile, non ci crede più nessuno soprattutto  , perché se si sostiene un’amministrazione cosi fallimentare, la peggiore nella storia politica e istituzionale rendese, allora consentitemi di dire che “unni voliti bene a sa città”.

O forse siete cosi presuntuosi da voler prendere in giro i cittadini o come si dice dalle nostre parti, “a sapiti longa”!!!

Lungi dal conoscere la verità, e in attesa di riposte che possano risolvermi il paradosso Verre, vorrei evidenziare come quest’ amministrazione e la credibilità sostegno di essa , sia ormai inevitabilmente alla frutta. La stessa maggioranza politica, su cui il sindaco faceva la voce grossa in Consiglio, forte di una governance stabile, ha finalmente capito che il progetto Manna è un totale fallimento; cosi com’è fallimentare non solo la sua azione amministrativa, in quanto è evidente a tutti che le condizioni di salute della città non sono mai state cosi degradanti e miserevoli, ma il fallimento più incisivo è racchiuso nella credibilità  politica del sindaco e dei sui fedelissimi proseliti, che tra una barzelletta e l’altra si fanno portatori di un’etica politica di discutibile ragionevolezza (noti ormai sono gl’intrallazzi interfamiliari di Sindaco e soci), di un civismo o di una cultura civica che rasenta il ridicolo, che si trascina faticosamente   in un’insolita arrampicata sugli specchi, cercando  di ritagliarsi un posto nel mondo, conscio oramai che le bieche promesse lanciate in campagna elettorale non saranno mai mantenute, consapevoli del fatto che l’eccesiva impreparazione della squadra di governo proposta innumerevoli volte(questa sarebbe  la fase 4) non ha prodotto nulla di produttivo, se non  creare un clima di illusione in quei cittadini che giornalmente lamentano difficoltà  e tutela, senza un’idea precisa o un progetto sostenibile.

La credibilità del Sindaco e soci è arrivata al capolinea, non ci sono scusanti ne ancore di salvataggio, nemmeno il saggio Pasqualino potrà salvarli da questo inesorabile naufragio; il cambiamento, il rinnovamento tanto promesso, non è mai arrivato e mai arriverà, perché coloro i quali l’hanno proposto e continuano a proporlo in nome di qualche mistica visione della “alta politica cosentina”, sono i principali attori e protagonisti del pericolosissimo processo/gioco (forse per loro è un gioco) che lentamente lottizza i beni di questa città, che lentamente vuole cancellare l’identità storica e istituzionale di Rende e di tutti i rendesi. Dunque è giunto il momento di mettersi da parte, di far spazio, di guidare i giovani rendesi  verso quella che sarà la nostra futura responsabilità, un onere che attende di essere finalmente trasferito a chi ha tutto il tempo, la passione e la voglia di dedicare la cura e l’amore che questa  splendida città merita.

Ps scusatemi per la caduta di stile ( tanto sono solo un giovanotto)ma quando ci vo ci vo

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