Il “MOSTRO LEGNOCHIMICA” e i fondi del CIPE

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di Mirko D. Maria

Precisando che questa breve dissertazione vuole esclusivamente sollevare nuovamente, il polverone che ormai da anni si butta su quel mostro inquinante e, tossico, meglio conosciuto come “ex-Legnochimica”, senza colpevolizzare o sentenziare su qualcuno in particolare, anzi il mio intento è semplicemente quello di riportare l’attenzione pubblica sui problemi concreti della città, sui problemi che possono compromettere irreversibilmente la salute delle future generazione, problemi che un’Amministrazione consapevole e preparata deve assolutamente porre al centro del dibattito pubblico.

Effettivamente il problema “mostro Legnochimica” è una calamità che  la città si porta dietro ormai da anni, e tutte le promesse fatte da più di 20 anni per una tangibile risoluzione del problema attraverso un’azione di bonifica, non si sono mai realizzate, e forse mai si realizzeranno dato che ad oggi  chi amministra, non solo risulta incompetente in materia, in più non dedica la dovuta e necessaria importanza  al problema, destinandosi più ai cosiddetti slogan di rito, ai voli pindarici , e alle autocelebrazioni, la solita routine giornaliera che la “Sindaco&Co” costantemente e affannosamente promulga.

Ritornando al mostro Legnochimica, è del tutto evidente la pericolosa tossicità rilasciata dalle evaporazioni aree delle supposte piscine, il mal odore che tutti noi avvertiamo da secoli, è  il più che ovvio risultato di un processo chimico pericolosamente tossico, difatti  innumerevoli associazioni e individualità  hanno, prima di me,  ripetutamente esposto la pericolosità del problema, rivolgendosi a tutti gl’istituti e a tutte le strutture istituzionali necessarie, senza trovare  però riscontri fattibili e credibili; nemmeno “Striscia la Notizia” è riuscita a smuovere la situazione, ma si sa, la Calabria è la terra degli eterni incompiuti.

Dalle fonti giornalistiche più recenti comunque , risalenti al  2015, anno in cui  il Sindaco presa coscienza della numerose denunce pervenute dalle associazioni ambientaliste, e da parte di individualità appartenenti a diverse formazioni della minoranza politica, decide di nominare una Commissione speciale, denominata per l’appunto “di Vigilanza sulla bonifica dell’area ex-legnochicmica” nominando presidente un suo uomo fidato,   che oltre ad  essere un noto esperto in materia di “vigilanza e bonifica”, pare non si sia mai espresso in materia limitandosi ad acconsentire alle decisioni del Sindaco, svolgendo al meglio il suo ruolo di “jolly” all’interno del Consiglio comunale. Calato il jolly dunque, la situazione risultava essere molto più gestibile,   anche se qualche membro della commissione denuncia continuamente( e di questo bisogna dargliene atto) l’inefficienza della stessa,  fatto sta che il CIPE nel 2016 ha dato il via libera alla programmazione 2014-2020 dei fondi di Sviluppo e Coesione destinati all’ambiente; tra questi fondi è previsto lo stanziamento di 6 milioni per la bonifica area ex -Legnochimica, e 4 per la bonifica della vecchia discarica comunale di Sant’Agostino; di questo enorme traguardo si è fatto portavoce l’assessore D’Ippolito, che in numerosi quotidiani celebrava il risultato raggiunto inorgogliendo l’amministrazione e  rassicurando i cittadini sull’effettiva risoluzione.  D’allora in poi però Buio totale; e corretto dire che siamo a conoscenza delle difficoltà giuridiche relative ad una controversia con privati, in cui Calabria Maceri vuol dir la sua in tutti i” sensi,” ma giunti a questo punto esiste una sola è rapida possibilità risolutiva, ovvero una decisa e forte volontà politica,(che obiettivamente non riscontro in quest’arroccata Amministrazione) che  prendendo  a carico la situazione manifesti  ed esiga un imminente risoluzione della problematica.

Ma forse questa volontà non esiste e mai esisterà,nessuna notizia è trapelata, nemmeno per sbaglio, nessuno si azzarda  a nominarla (la Legnochimica), nessuno di questi paladini del  giustizialismo, che tanto si pavoneggiano sui social e sui giornali, non esprimono neanche un commento sul delicatissimo tema; ma perché??

Che fine hanno fatto i fondi del CIPE??? Esiste un progetto concreto e realizzabile per attingere a tali fondi?? Esiste la volontà politica e morale di risolvere questa calamità inquinante , o si vuole sempre attendere la possibilità lucrativa migliore?? Perché non  si da la dovuta considerazione  ai progetti presentati e protocollati da numerose personalità e associazioni competenti in materia??

Fra i tanti slogan, e castelli di sabbia che v’impegnate costantemente a costruire, non sarebbe meglio e forse anche più gratificante dedicarsi a tematiche di questa rilevanza piuttosto che ambire ad una visibilità “gossippara “?

Spero che almeno su quest’argomento, vitale per la comunità, si possa creare una discussione costruttiva ma soprattutto costante che porti ad una risoluzione rapida del problema.

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