La strana “fusione” occhiutana

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Tre consiglieri Pd di Rende difendono la città

(Nella foto in evidenza da sinistra, Carlo Scola, Alessandro De Rango e Franco Beltrano)

Se c’era un modo per rallentare e rendere inviso ai Rendesi il processo di fusione tra i due Comuni, quello messo in piedi dalla Giunta Comunale di Cosenza è certamente quello giusto.

Non da oggi i sottoscrittori di questa nota sono favorevoli all’unione dei due Comuni e ne sono testimonianza la recentissima richiesta di discussione in Consiglio Comunale sul tema, e su altri che ancora attendono, poi accolta dal Sindaco di Rende così come ne sono testimonianza le attività, gli atti, gli scritti ed i verbali ufficiali delle precedenti legislature che hanno visto alcuni tra loro partecipare ai relativi Consigli Comunali e/o alle rispettive Giunte Comunali.

Per la parte che ci compete, l’ultimo seduta di C.C. ha delineato, seppur con comprensibili distinzioni e sfumature, un percorso improntato alla gradualità, alla integrazione, al rispetto delle regole, alla partecipazione, alla informazione e, sopratutto, al concetto di reciprocità.

Nessuna fuga in avanti, nessuna delega in bianco, nessuna definizione aprioristica di paletti o condizioni, nessuna indicazione circa il nome del nuovo Ente.

A distanza di qualche settimana giunge la notizia che addirittura a Palazzo dei Bruzi si è già individuato il futuro nome del Comune unico.

E’ solo una questione di nome?

E’ solo una questione di nome ?! Certo che no, ma lo diventa quando dietro quel nome c’è la storia di una comunità e quando si registrano all’indirizzo di quella comunità atteggiamenti di sufficienza, di arroganza, di snobismo.

In passato, quando la politica e l’amministrazione erano altra cosa, atti di portata così vasta che interferivano sulle vita ed il destino di entrambi i Comuni venivano assunti dagli omologhi Organi deliberanti nel medesimo giorno ed ora e successivamente entrambi i Sindaci ne davano comunicazione pubblica, insieme.

Ora invece assistiamo ad una sorta di OPA ostile che rischia di riportare il tema della fusione tra i due Comuni sul piano dello scontro non solo istituzionale ma anche tra comunità.

Offesi i cittadini di Rende

Da Consiglieri Comunali di Rende registriamo la piccata reazione di tantissimi cittadini che si sentono, e sono stati, offesi e che non hanno per niente apprezzato lo schiaffo, perché di questo si tratta, infertogli con tanta alterigia e sufficienza. Questo deve preoccupare tutti noi amministratori, di entrambi i Comuni, che ci troviamo e troveremo a dover gestire un iter la cui navigazione poteva essere molto meno turbolenta.

Punto cruciale resta la definizione delle regole del gioco ed in particolare la determinazione del meccanismo dei quorum del referendum proprio per evitare che l’idea di un felice ed augurato matrimonio possa naufragare.

La centralità, storia, cultura, importanza della Città di Cosenza è ben nota ai rendersi che la riconoscono e la vivono, ormai nei fatti quotidiani, come la loro Città insieme a casa loro, Rende.

Rende e la sua comunità saranno fieri, dunque, di far parte di una grande e nuova Città del meridione d’Italia ma mai saranno disponibili ad essere considerati ed a diventare  la frazione o contrada di altri Comuni.

Questo sia chiaro a tutti, nessuno escluso.

Alessandro De Rango – Consigliere Comunale di Rende del PD

Franco Beltrano – Consigliere Comunale di Rende di Insieme per Rende

Carlo Scola – Consigliere Comunale di Rende di Rende Riformista

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