CHE CON-FUSIONE!!?!. s.o.s per Sindaco e “soci”

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di Mirko D.Maria

È da mesi che assistiamo sbigottiti al vociferare che si è fatto su tematiche come “fusioni dei comuni” e via dicendo, vocioni che in tutta onestà,  sono l’ennesimo tentativo di mascherare un fallimento palese e irreversibile , vocioni che,  sembrano avere la priorità anche sulla problematiche più evidenti  che la città patisce inerme giornalmente , soffocata da una presunta convinzione, di aver fatto tanto , ma in realtà di non aver fatto un emerito niente , per essere eleganti, e nulla si farà se chi interpreta  determinati passaggi, lo fa solo con la mera presunzione di salvare quel minino di credibilità che ancora ostentano.

Perché parliamoci chiaramente, si fa presto ad usare grandi paroloni, a costruire castelli di sabbia, ma se alla base non c’è uno studio concreto, non sono stati chiesti e certificati pareri consoni ad un qualsivoglia possibile e delicato passaggio, allora l’unica “Fusione” che posso concretamente rilevare è la volgarmente detta “fusioni i capu”. E mi spiace ammetterlo ma è l’amara verità , perché affrontare la tematica con la stessa superficialità con cui la stanno affrontando costoro è sintomo” i na pericolosa ciutia”. Essendo comunque degli eccellenti barzellettieri    ed essendo profondamente convinti che le loro buffe canzonette abbiano l’effetto sperato, si accingono a farsi promotori di questo significativo processo, non possedendo né i requisiti tecnico scientifici per valutare i dettagli di un possibile progetto, né  possedendo un valevole progetto che possa garantire un effettivo vantaggio per la comunità rendese, senza deturparla della storia, dell’identità e del rispetto che merita.

Io prevedo solo vantaggi “classisti” ed “extra-rendesi” , per il sindaco e soci, che in un insolito gioco di manovre politiche ambiscono  ad accaparrarsi ogni possibilità lucrativa,   e non solo perchè rimane sempre in atto quella corsa agl’incarichi , motivo accattivante e ghiotto  per gli occhi di molti , soprattutto per qualche volpone della minoranza, ma senza entrare troppo  nel merito  è doveroso, almeno  a questo punto proporre un punto di vista, che possa auspicare  ad un minimo di  ragionevolezza sulla questione “Fusione”.

Sull’argomento è già  intervenuto in un convegno organizzato ad hoc, il professore e giurista Enrico Caterini (e non solo lui), che oltre a dissertare sull’argomento ha esposto innumerevoli perplessità sulla questione “fusione” ritenendola un tematica estremamente delicata e complessa,  già quando comprende la cosiddetta  fusione di società private figuriamoci in due Comuni come Cosenza e Rende in cui i soci e finanziatori siamo noi cittadini, e quindi  i possibili vantaggi( se ci saranno) e le perdite saranno tutte accollate a noi , e non certo ai dotti e lungimiranti amministratori.  Ovviamente non vogliamo essere molto caustici, ma esigiamo improrogabilmente che tutti i cittadini ricevano un’informazione dettagliata, chiara ma soprattutto corretta che possa consapevolizzare i cittadini sull’argomento.

Una prima forma d’informazione la vogliamo dare noi, rifacendoci al passato e alla storia. La possibilità di creare una macro area urbana condivisa nasce tempi addietro e l’idea che porta la firma del socialismo riformista, di Mancini e Principe,  e pensare che debba essere compiuto da Manna  e Occhiuto, mi fa un po’ rabbrividire e rattristare, consapevole della deriva della nostra classe politica, ma difatti anche il metodo con cui si vuole portare a compimento appare il meno consono. Mentre gli attuali sapientoni prevedono un processo che loro personalizzandolo chiamano fusione, ma altri non è che un’agglomerazione, ovvero il centro più grande, in questo caso Cosenza, ingloba quelli più piccoli, Rende, cancellandone  cosi l’identità istituzionale; la visione di Mancini e Principe, invece prevedeva un processo molto più congruo e realizzabile , denominato “Conurbazione” ,sia per quanto concerne  il naturale sviluppo urbanistico delle città, sia perché prevedeva il rispetto e la conservazione dell’identità storico-istituzionali delle rispettive  città , e la valorizzazione di queste attraverso una condivisioni di servizi da offrire ai cittadini.  Dunque è lecito domandarsi perché non continuare su una strada già indicata e avviata , una strada che porta allo stesso risultato ma  senza  ledere irreversibilmente l’identità e la storia di una città.

Non sarà forse che tutto questo clamore mediatico a solo una mera finalità personale e politica?

Non sarebbe meglio dedicarsi di più alla città e ai suoi cittadini, risolvendo e contravvenendo alle enormi problematiche che la affliggono?? ( vedi degrado urbano, vedi legno chimica, vedi parco acquatico, vedi conclusione di strade già  finite e cosi via)

Ma  soprattutto basta barzellette, la città merita rispetto. Siate seri e non social.

 

 

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