Ernesto e Fidel???

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Di Mirko Di Maria

Discutendo con alcuni amici e concittadini sulle ultime notizie e dichiarazioni trapelate dalle cronache politiche locali, un caro amico partecipe e attivo cittadino rendese (non faccio nomi per la sua incolumità) fece un’attenta valutazione che suscitò in me numerose e preoccupanti perplessità.

Effettivamente rileggendo alcune esternazioni pubbliche rilasciate sui social o in altri organi d’informazione la domanda che mi sobbalza in cuore è la seguente:

Chissi mi sa tantu ca su chiu ciuati i mia???

Onestamente parlando e cercando di non ledere la sensibilità di nessuno, il quadro politico e sociale palesato da talune intellettualità dell’Amministrazione Manna rasenta l’irrazionalità e precipita in un goliardico e ridicolo paradosso, il ché mi fa sorridere , concedendomi la possibilità di giocare un po’, anche io, con la fantasia. Dunque a sentir parlare loro l’attuale sindaco è meglio di Che Guevara, il suo Laboratorio Civico ha ridato la libertà ai rendesi, che tre anni prima vivevano in situazioni degradanti, con strade dissestate, servizi non garantiti, beni pubblici lottizzati e cosi via, Rende centro rappresenterebbe la Sierra Maestra, conquistata e liberata, e infine, vissero tutti felici e contenti; questa è la favoletta che giornalmente l’entourage intellettuale racconta tentando di convincere in primo luogo credo se stessi.

Ora scherzi a parte vorrei chiedere agli attuali amministratori di finirla con le favolette, di finirla con le auto-proclamazioni, di finirla con tutti questi “lussi” che ci concedono ogni giorno, e di tornare ad occuparsi della città e dei bisogni indispensabili dell’intera comunità e in particolare di quei cittadini che sono rimasti indietro , che vivono situazioni di difficoltà, che si sento emarginati, messi da parte per far posto a fantozziani momenti di esaltazione personale contornati da slogan strumentali che cadono in situazioni di estrema decadenza culturale.

Per onestà intellettuale e teorica va precisato che il Laboratorio Civico, sia come movimento che come gruppo di riferimento, non possiede i requisiti e le competenze per affermarsi come una novità, come un’azione di rinnovamento o come un moto rivoluzionario. Fattualmente sono la riproposizione di un proto-tentativo “reazionario”, supportato dalla peggior casta politica cosentina, un compromesso nato ad hoc per consentire ai quei “soli pochi” di infiltrarsi (finalmente) nelle dinamiche politico-amministrative di Rende, sfruttandone ogni possibilità per scopi lucrativi e privatistici , il tutto a discapito dell’intera cittadinanza.

Il solo lusso che è palesemente evidente è quello che accresce ogni giorno il fabbisogno (già troppo saturo) di chi attualmente ci amministra che fra un conflitto d’interessi e l’altro, gioca a fare il rivoluzionario.

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