Per una giovine Arintha

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Di Mirko Di Maria

La “Giovine” Rende

“serie di scritti intorno alla condizione politica, morale e letteraria dell’Italia tendenti alla sua rigenerazione”

Questa citazione era presente sul frontespizio dell’organo ufficiale del movimento politico di Giuseppe Mazzini, Giovine Italia. Se per alcuni il riferimento mazziniano può sembrare anacronistico e fuori luogo, sarebbe opportuno e alquanto necessario contestualizzare la reale volontà di cambiamento e di rigenerazione culturale e morale manifestata in quel periodo storico, cercando di traslarla alla dinamiche nazionali e locali.

Il concetto di “rigenerazione” concepito da Mazzini, prescindendo da ogni disegno gerarchico e istituzionale si realizza attraverso l’associazionismo spontaneo, comunitario, e la libera volontà popolare che distaccata da ogni possibile logica di potere diviene portatrice di una nuova e rigenerata cultura morale e politica. Tale processo rigenerativo era affidato soprattutto ai giovani, alle nuove generazioni che secondo Mazzini non devono rimanere spettatori inadeguati dei processi politici, ma essere protagonisti attivi e portatori sani di cultura sana e distaccata dai dettami egoistici dell’ancien Régime.

Ma ritorniamo al locale: a Rende.

l’idea di questa fiducia incondizionata nelle nuove generazioni ad oggi non è minimamente tenuta in considerazione, anzi viene limitata e frizionata da sterili “scaramuccie” di qualche fossile della politica che vedendo marcio e complotti ovunque, cerca di ritagliarsi una fittizia identità all’interno del panorama politico.

Lodevole e di una pregevole caratura culturale è stata l’iniziativa giovanile organizzata dai Giovani Dem del circolo di Rende, esemplare e dignitoso è il comportamento di chi ha appoggiato tale iniziativa, di chi ha partecipato attivamente al progetto, di chi ha reso possibile un costruttivo incontro culturale (che a Rende è raro di questi tempi) nonostante le pressioni e i tentativi di sabotaggio orditi da talune personalità politiche imborghesite forse dalla loro posizione. Se è vero che i giovani sono il futuro, allora è necessario riporre in loro la dovuta fiducia, perché la rigenerazione giovanile che noi auspichiamo è libera e disinteressata, apprendiamo dal passato e soprattutto del bene che si è fatto, per non commettere errori nel futuro (senza farci abbagliare da alcun faro), e intanto critichiamo il presente, perché la realtà che si palesa davanti ai nostri occhi è di una città e di una comunità morente, di un clima di superficialità e decadenza culturale, che artificiosamente (io aggiungerei grossolanamente) vengono mascherati da chi attualmente tra un rimpasto e l’altro(una compravendita e l’altra) lentamente sta vendendo Rende al miglior offerente.

Abbiate fiducia nell’integrità e indipendenza dei giovani.

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