Il civismo da wikipedia e Salvador Allende

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di Mirko Di Maria

Studiare, leggere e interessarsi di storia, sia essa storia politica o storia delle idee, o antropologia culturale non è assolutamente un mero copia e incolla su “wikipedia” o su qualche altro motore di ricerca, ma è principalmente coadiuvare il carpire interpretativo, necessario per comprendere almeno nell’intenzionalità ciò che si sta esaminando, con l’elaborazione pragmatica, indispensabile per tentare un approccio sostanziale e realizzativo. Difatti però anche quando le più copiate ed elaborate affermazione sono concretamente prive di qualsivoglia contenuto interpretativo e teorico, esse rimangono solo superficiali “slogan” costruiti ad hoc per vantare un qualche minima cultura politica; l’ingannevole tentativo di sopperire lacune teorico-interpretative attraverso qualche improvvisato copia e incolla è l’ennesimo sintomo di un’assoluta impreparazione e incertezza politica(aggravato da un alto tasso di presunzione) di chi oramai da anni dirige la città verso un allarmante baratro. Se come qualcuno afferma il “civismo” non ha colore politico, è anche altrettanto vero che le individualità che compongono e costruiscono “la visione civica” non possono assolutamente prescindere dalla genesi ideologica (e non partitica) che li ha formati, dunque l’intenzionalità del loro agire dovrà essere conforme alla coerenza e all’integrità culturale di cui si fanno portatori.

Noi socialisti siamo più liberi perché siamo più integri, siamo più integri perché siamo più liberi.

La verità, historia docet, è che ogni società che si rispetti subirà il suo periodo di oscurantismo, di banalismo e superficialità, che inesorabilmente la condurranno verso situazioni mortificanti e degradanti, ma lo storia(se studiata con la dovuta attenzione) fornisce anche possibili soluzioni per riemergere da questo tetro baratro; la migliore e la più coerente tra le reazioni altro non può essere che una solida risposta culturale. Essendo dunque un nostalgico delle ideologie di sinistra, riformiste e massimaliste, mi preme rievocare l’esperimento che ha contraddistinto l’esperienza della sinistra cilena degli anni ’70 sotto la guida di Salvador Allende. Il leader marxista, prima di cadere sotto i colpi dell’autoritarismo fascista di Pinochet, finanziato dagli Stati uniti, era riuscito realizzare e a costruire stabilmente un alternativa di sinistra unita e socialista, raggruppando nella cosiddetta “Unità popolare” tutte le individualità partitiche e non della sinistra cilena che avevano a cuore le sorti del paese.

Se per alcuni il paragone può sembrare eccessivo, in realtà l’esperienza cilena può fornire un chiaro esempio di come l’Unità popolare degli animi di sinistra, riformisti e non, possa realmente costituire la concreta risposta culturale, al qualunquismo populista e alla politica fatta di slogan e attacchi personali, smascherando ogni ingannevole tentativo di manipolare il sentire pubblico dei cittadini. La tradizione storico-politica rendese affonda le sue radici nella cultura riformista, ma il riformismo consiste anche nel riuscire a costruire, mettendo da parte gli antichi dissapori personalistici, un reale e concreta alternativa politica , Unita e Riformista.

La volontà di fare è un dono dell’uomo. È anteriore al fatto stesso, esiste nella coscienza prima di realizzarsi.

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