Riformismo: tra palco e realtà

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Dare voce ai cittadini

di Mirko di Maria

ULTIMAMEMTE le personalità più in voga del panorama politico rendese ci stanno abituando, anzi io azzarderei proprio bombardando di gesti, pensieri, e azioni politiche, intrise di una fittizia retorica del buon senso e del buonismo, decantando insolite auto-celebrazioni e glorificazioni in merito ad argomentazioni che in realtà non perseguono e tantomeno considerano quello che è il sostanziale intento e obiettivo della politica, ovvero fare il bene della Comunità. E noi a questa Comunità vogliamo dare voce e spessore, una Comunità fatta da cittadini con un innato senso di appartenenza e di difesa del territorio, che a causa della palese impreparazione di un’amministrazione creata dal gioco politico tra interessi privatistici e personalismi inutili continua incessantemente a degradare la città. Si tratta di un lungo e lacerante processo di impoverimento e non solo economico, dato e considerato che numerose persone lamentano l’assistenza loro dovuta per diritto, come alloggi popolari e altri diritti sociali costituzionalmente sanciti, ma che stranamente vengono concessi ad una determinata élite, ma ciò su cui voglio soffermarmi in questa sede è l’incontrollabile impoverimento culturale del dibattito socio-politico locale. Assistiamo sbalorditi ad un incessante gara di egocentrici personalismi che tra misere pubblicazioni di lavori e “giri per i quartieri” e insensate prese di posizione di alcuni esponenti del panorama politico, si contendono l’ambita lotta per “il potere” nei giochi politici.

Una giunta “proto hollywoodiana”

Il potere, come disse Rudolf Rocker è necessariamente un connotato distruttivo, in quanto tende a far prevalere una determinata e stabilita impronta culturale de-costruendo e delegittimando le altre. Ora al di là della retorica filosofica il punto cruciale è che la nostra cittadina deve nuovamente risplendere di un rinnovato clima culturale basato sul reale contatto diretto con la Comunità con le sue esigenze e le sue problematiche, e non determinato da politiche fittizie e ingannevoli , come ci sta sciaguratamente abituando questa amministrazione proto-hollywoodiana.

Vorrei inoltre ribadire con termini molto trasparenti ed espliciti che la nostra produzione culturale rappresenta l’incontro di molteplici individualità coadiuvate intorno allo spirito riformista della nostra storia, le nostre programmazioni politiche e socio culturali sono indiscutibilmente indipendenti da ogni possibile influenza partitica e dai vari sottoinsiemi nati da un’ inutile tentativo di razionalizzazione struttural-partitica.

Un autentico rinnovamento

Ciò che noi tenteremo e cercheremo di realizzare sarà sempre il risultato di un lavoro autonomo frutto dell’incontro di variopinte identità politico-culturali nato dalla esperienza storica, senza cui difficilmente troveremo concreti riferimenti e modelli attraverso i quali elaborare quell’autentico rinnovamento che veda come protagonisti nuovi e trasparenti soggetti politici preparati realmente ad amministrare una Comunità.

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