IL 17 APRILE NOI VOTIAMO SI!

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Direttivo di Insieme per Rende

Articolo 9 della Costituzione italiana:“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

“I danni al paesaggio ci colpiscono tutti, come individui e come collettività. Uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale, offendono i diritti delle generazioni future. L’ambiente è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. Le leggi che dovrebbero proteggerci sono dominate da un paralizzante ‘fuoco amico’ fra poteri pubblici, dai conflitti di competenza fra Stato e Regioni. Ma in questo labirinto è necessario trovare la strada: perché l’apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli. È necessario un nuovo discorso sul paesaggio, che analizzi le radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela, ma anche le ragioni del suo logoramento. Per non farci sentire fuori luogo nello spazio in cui viviamo, ma capaci di reagire al saccheggio del territorio facendo mente locale. La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Non può essere svenduta a nessun prezzo. Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione”.

Il 17 Aprile gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni solo per quanto riguarda trivellazioni effettuate entro le 12 miglia marine, Noi del direttivo di Insieme per Rende abbiamo deciso di votare SI.

In questa sede ci riproponiamo di sensibilizzare chi legge al fine di poter prendere una posizione affine alla nostra e a quella, ne siamo certi, di milioni di italiani coscienziosi e attenti a dinamiche di delicata importanza come quella in questione.

Vediamo nel dettaglio cosa il quesito referendario propone

Il testo recita : Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale?

Se vince il SI, alla scadenza naturale della concessione, le compagnie petrolifere non potranno rinnovare la licenza anche se i giacimenti non sono ancora esauriti.

Se vince il NO, alla scadenza delle concessioni le compagnie petrolifere potranno chiedere un prolungamento dell’attività e, ottenute le autorizzazioni in base alla Valutazione di impatto ambientale, potranno estrarre gas o petrolio fino all’esaurimento completo del giacimento, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più una scadenza certa.

Le ragioni che ci inducono a votare SI sono di diversa natura e si intersecano tra loro:

AMBIENTALE, le trivellazioni vanno fermate per tutelare i nostri mari. Le tecniche di ricerca (la cosiddetta tecnica air-gun) ed estrazione di idrocarburi, sono dannose per la fauna marina, elevando il livello di stress o provocando danni permanenti, inoltre è molto alto sia il rischio di subsidenza (cioè l’abbassamento della superficie del suolo, causato da fenomeni naturali o indotto dall’attività dell’uomo),sia il rischio di danni provocati da eventuali incidenti e fuoriuscite di materiale inquinante.

-ENERGETICA, il voto ha un grosso valore simbolico. Un’eventuale vittoria del Sì, darebbe un segnale forte al governo incentivando la  produzione di energia da fonti rinnovabili.

-GIURIDICA, la norma presente nella legge di Stabilità 2016 risulta illegittima in quanto prolunga a tempo indeterminato la durata delle concessioni, viola le regole sulla libera concorrenza e si pone in contrasto con il diritto dell’Unione europea e, precisamente, con la direttiva 94/22/CE (recepita dall’Italia con d.lgs. 25 novembre 1996, n. 625), che in materia di ricerca e di estrazione di idrocarburi stabilisce che la durata dell’autorizzazione non può superare il periodo necessario per portare a buon fine le attività per le quali essa è stata concessa e che solo in via eccezionale (e non in via generale e a tempo indeterminato) il legislatore statale può prorogare la durata della concessione. Per cui è molto probabile che l’Unione Europea apra una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

-POLITICA, con la vittoria del SI il divieto di estrazione entro le 12 miglia marine sarà assoluto ed eviterà, qualora non si raggiungesse il quorum o prevalesse il No, che il Parlamento un giorno possa prevedere che si torni a cercare ed estrarre gas e petrolio ovunque, anche all’interno delle 12 miglia.

Ora cerchiamo di fare chiarezza su una serie di questioni che vengono strumentalizzate da chi è promotore del No:

NON è VERO che se vince il Si le piattaforme chiuderanno immediatamente e si perderanno migliaia di posti di lavoro; le concessioni saranno valide fino alla loro scadenza, come era già previsto fino al 31 dicembre 2015, prima che entrasse in vigore la norma della legge di stabilità che ha prorogato le licenze fino all’esaurimento dei giacimento. Di tali concessioni, una scade fra due anni, altre cinque fra 5 anni, tutte le altre scadranno tra 10-20 anni. Questo vuol dire che prima di quelle date non si perderà un solo posto di lavoro per effetto del referendum. Inoltre, 9 piattaforme non sono interessate dal referendum perché la richiesta di proroga è stata fatta prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità e, verosimilmente, verranno concesse anche in caso di vittoria del referendum.

NON è VERO che se vince il SI le attività di estrazione in Italia cesseranno, infatti, le piattaforme presenti entro le 12 miglia, oggetto del quesito referendario, sono 92, di cui 48 eroganti. Di queste 39 estraggono gas e solo 9 petrolio. Solo l’8,7% del petrolio estratto in Italia è in mare. Gran parte della ricerca di idrocarburi in Italia avviene, infatti, su terraferma con la Basilicata che produce quasi l’80% del totale. Su 107 concessioni autorizzate, 84 sono su terraferma e 23 sul fondale marino.

L’ ESTREMA IMPORTANZA DI NON ASTENERSI: ADEMPIAMO AI NOSTRI DOVERI CIVICI ED ESERCITIAMO IL NOSTRO DIRITTO DI VOTO.

Raggiungere il quorum è necessario perché solo così il risultato del referendum sarà valido, come previsto dall’articolo 75 della Costituzione italiana. Per essere valido devono andare a votare il 50 per cento degli aventi diritto.

La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare.

(Karen Blixen)

One comment

  1. elena santoro said on aprile 13, 2016 Rispondi
    voto si

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