La soluzione? Il teatro, signori

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La storia come un fatterello di poco conto

di SIMONA DE DONATO

ANNI del liceo , mi trovai a studiare, guidata da una pessima insegnante di latino, alcuni passi del “De Oratore “ di Cicerone. Ora ! Mettendo da parte l’insegnante, cosa assolutamente necessaria, lessi e mi rimase impresso un passo dell’opera prima detta che recitava : “Historia  magistra vitae”. Ma la storia è davvero maestra di vita? Con il dovuto rispetto per sua maestà Cicerone, se lo fosse gli uomini non continuerebbero a fare sempre gli stessi errori, invece……..Scienza, progresso, tecnologia, hanno messo a disposizione risorse inimmaginabili, a parer mio non so quanto positive. Partendo dalla considerazione che l’uomo non imparerà mai e continuerà a guardare alla storia come un fatterello di poco conto accaduto qualche tempo fa, mi viene da chiedermi come sarà l’uomo fra 100 anni o più? Saprà correggere questo suo difetto che pare essere di fabbrica  e dunque, farà prevalere la logica o l’istinto? Avranno senso analisi interiore, magia, misticismo, posizioni etiche, filantropia? Ambiente e coscienza saranno soffocati dai rifiuti dei consumi e dai condizionamenti? Scienza e metafisica viaggiano su binari separati. L’uomo dall’imperfetta razionalità e con i suoi innumerevoli strumenti, modifica il suo habitat che altera per scopi utilitaristici e consumistici, lontani dal concetto di natura umana.

I paradossi

Corriamo dunque il rischio di un’involuzione? Abbiamo elettrodomestici che si comandano a distanza, beni che in certi Paesi  rappresentano una meta irraggiungibile, poi paradossalmente ci sono genitori che vivono nel terrore che i loro figli vengano bruciati da un balordo; medici che non sanno dare spiegazioni a cellule impazzite e ad aumenti dilaganti di tumori e dall’altra parte ci sono madri che ancora si dichiarano sconvolte davanti alle figlie tredicenni che già hanno sperimentato la sessualità; siamo riusciti a creare l’uomo in provetta con annessa banca di geni per la scelta di occhi, capelli, statura e non riusciamo a scegliere amministratori che meritino la fiducia del cittadino…..Ah, beata Agorà! Al contrario, nei pochi casi in cui, rarissimi, l’amministratore, uomo/donna che sia, degno di essere chiamato tale, non andrà bene ugualmente…. avrà sicuramente un brutto carattere! Alla luce di quanto banalmente esposto da una che con il cervello purtroppo non ha fatto granché ed altri metodi non ha utilizzato, mi chiedo: ma è veramente evoluzione o è decadentismo di principi fondamentali, dove la regola universalmente attendibile della natura si sostituisce con la regola dell’assurdo, del nonsenso e dell’aberrazione. Secondo la teoria empirica “è vero ed attendibile solo quello che si produce in laboratorio” , concetto che ha messo fine all’epoca delle streghe, degli scacciaspiriti e dei rametti di frangula tanto conosciuti prima dell’Illuminismo. Il “Big bang”, la comparsa dell’uomo , la sua verticalizzazione e la scoperta di Lucy, buffa ramapiteca,  hanno svelato una serie di arcani in merito al reale progresso dell’essere umano….ed a questo punto si apre il confronto, filosofia vs sociologia, tra chi non oserebbe mai parlare di involuzione ma, al contrario, pone la nascita della Terra come momento di partenza per una evoluzione continua e costante, una sorta di forza vettoriale che spinge in un’unica direzione e chi, ponendo l’accento sull’attualità, sottolinea come oggi l’individuo sia culturalmente arretrato. Crisi del libro, del sapere, delle arti, della comunicazione si traducono in una situazione di esasperata ed esasperante solitudine la cui conseguenza inevitabile, è un’incessante e sempre maggiore desiderio di associarsi che, paradossalmente, resta solo a livello inconscio, prova ne sia l’assenza, alle volte quasi totale, di operatività……tutti aspettano che tutti gli altri facciano qualcosa, che si muovano, che non solo generino ma che portino anche a conclusione l’iniziativa intrapresa, riservandosi la possibilità di scegliere su quale carro salire….solitamente, sguainando la spada e con postura degna di un valoroso condottiero decidono di salire sul carro dei vincitori, pur non avendo fatto nulla per quella vittoria….oggi lo si chiamerebbe “tamarro dei nostri tempi” , nel 1835 “homme moyen” cioè l’uomo medio teorizzato da Adolphe Quetelet “il primo a far sì che la statistica divenisse una scienza morale”( Halbwachs M., La Théorie de l’homme moyen. Essai sur Quételet et la statistique morale, Paris, Alcan, 1913, pp. 10-11).

L’uomo medio esiste?

Un concetto utile agli studiosi poiché il concetto di uomo medio in natura non esiste; Pasolini in uno dei suoi film, La ricotta del ’63, cita l’uomo medio attraverso una battuta del lungometraggio: «Lei non ha capito niente perché è un uomo medio, è così? Ma lei non sa cos’è un uomo medio? È un mostro. Un pericoloso delinquente. Conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista». L’uomo medio come viene chiamato e conseguentemente l’italiano medio è un mostro, delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista, rozzo, superficiale, ignorante, fascista senza saperlo….o forse no? Tutti estremismi, nei quali però l’italiano non si ritrova e non a ragion veduta! Soprattutto politicamente si dichiara sempre un moderato….Mah! Forse perché così si ha più facilità a passare da una parte all’altra? Comunque…. le grandi città sono sedi di solitudine, erga una società che non considera il sociale, dove l’individuo è guidato dall’individualismo. Oggi si va dietro a giochi elettronici, solitari anche on-line e sui nostri smartphone, sistemi di comunicazione virtuale che tutto fanno tranne che metterci davvero in comunicazione. Cosa sono: troiai ( vedi per chiarimenti dizionario Treccani anche on-line ) dei quali si fa uso con larga superficialità, forse perché l’uomo, inteso come “essere umano”, l’italiano e nello specifico il calabrese DOC è profondamente “voyeur”.  La soluzione? Il teatro signori, palcoscenico della vita da sempre, con la realtà partecipata dell’individuo….ma forse li sta il problema ….la realtà partecipata…..è meglio quella virtuale, almeno non ci si assume la responsabilità.

4 comments

  1. pino balsano said on marzo 30, 2016 Rispondi
    Brava, acuta e sensibile come sempre, ironica segno di una spiccata intelligenza.
  2. Pagano said on marzo 30, 2016 Rispondi
    sono d accordo sull'individualismo dell' uomo moderno dove i valori collegati al sociale non esistono più da tempo... io ho sempre sostenuto che il teatro è una fonte inesauribile di verità che riflette molto la realta della quotidianità... brava
  3. Ernesto said on marzo 31, 2016 Rispondi
    Brava! Mi piace come esponi i concetti con un "sano" pessimismo. Ma nonostante tutto, il tuo carattere ti permette di aprire il mondo all'ottimismo!
  4. Maria Spezzano De Luca said on marzo 31, 2016 Rispondi
    Querida Simona, molte grazie per l' analisi. Anche tu sei impotente come le mie riflessioni.Spesso sento insofferenza e insoddisfazione per i tempi che ci tocca vivere.Guardo al passato ancora con attenzione il futuro mi spaventa e mi sgomenta, non vedo nulla di attrattivo.Perche'? Perche' l'uomo nonostante gli insegnamenti della storia non ha mai smesso di essere egoista ,avido di supremazia e potere a qualsiasi costo.Abbiamo l'opportunita' IRRIPETIBILE di costruire ma stiamo distruggendo. L'universo o gli universi si formano , si autodistruggono e si riformano.Non sara' cosi per il nostro genere umano.L'opportunita' e' ora dopo sara' il nulla .Stiamo correndo verso la disumanizzazione e la robotizzazione del pianeta ossia verso la distruzione dello stesso.Il fanatismo delle religioni sta facendo un lavoro esemplare nell' aiutare questo sfacelo planetario.L'Uomo deve capire che tutto ha un'anima e quest'anima bisogna coltivarla e amarla giorno dopo giorno altrimenti muore.

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