Tramvia, profumo di sinistra

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Dall’utopia visionaria alla realizzazione

di ALESSANDRO DE RANGO

PARE che ad alcuni interessi solo stabilire la primogenitura di questa o quella idea o opera. Mi riferisco alla discussione in atto sul ribattezzato metro-tramvia la cui visione, elaborazione progettuale porta inequivocabilmente i nomi di Sandro Principe e Giacomo Mancini (nella foto in evidenza) così come va dato merito al Presidente Oliverio di aver dato un colpo di remi alla realizzazione del progetto e di aver scongiurato la perdita dei fondi. Altro merito riguarda l’annunciato iter di realizzazione del nuovo Ospedale di Cosenza.

I grandi meriti di Giacomo Mancini, Mario Oliverio e Sandro Principe

Il sottoscritto più volte ha espresso il proprio parere favorevole rispetto alla bontà dell’opera seppur con alcune preoccupazioni che riporto di seguito:

Mario Oliverio

Mario Oliverio

la prima, comune ad altri autorevoli esponenti, riguarda la connessione del tracciato cosentino con quello di Rende. Particolarmente preoccupante è l’ingresso in corrispondenza del Parco Robinson dove a ben vedere verrebbe ad essere compromessa notevolmente la circolazione veicolare su via Tevere e via Crati;

 la seconda preoccupazione riguarda la considerazione per cui se non si realizzerà al più presto la congiunzione tra i due viali, il Mancini ed il Principe, la metro-tramvia rischierá di congestionare ancor di più il traffico sul ponte De Luca. A riguardo mi piace ricordare che è merito di un giovane Sindaco degli anni 80 dello scorso secolo aver realizzato quel ponte, a spese del solo comune di Rende, merito dell’attuale Sindaco di Rende è stato intitolarlo al compianto Avv. Salvatore De Luca;

Sandro Principe

Sandro Principe

la terza preoccupazione riguarda la gestione del servizio. In merito, il Presidente Oliverio ha dato opportune rassicurazioni nel recente evento al Cinema Modernissimo, ma ritengo che le vera riuscita della gestione del servizio dipenderà dalla capacità che tutti noi avremo di capire la portata rivoluzionaria che tale infrastruttura riveste nel modo di vivere questa vasta area. Insomma, la riuscita di questa nuova avventura dipenderà dalla nostra capacità di capire che l’utilizzo del mezzo privato appartiene ad un modo vecchio di vivere la città. Personalmente sono fiducioso nella maturità delle comunità coinvolte e nel progetto che cercheremo di arricchire, in sede di progettazione esecutiva, con i miglioramenti che riterremo più giusti.
Un’altra grande opera appartenente alla migliore tradizione del riformismo socialista delle nostre latitudini è il Parco Acquatico di Rende, anch’essa opera strategica di area urbana proprio per la scelta degli amministratori dell’epoca di localizzarla in prossimità del confine con la città di Cosenza. Una attenta osservazione e le notizie informali che raccolgo inducono a ritenere che per la prossima estate l’opera sarà terminata a consegnata alla città.E sorge una preoccupazione che anche in questo caso riguarda la gestione. Considerati i tempi ristretti bene avrebbe fatto l’amministrazione attuale ad avviare le procedure di selezione per evitare che l’opera resti in stato di abbandono dopo la sua consegna da parte della ditta realizzatrice. Ritengo che l’unica forma di gestione possibile di questa grande infrastruttura di grande valore sociale sia quella del gestore unico. Mi opporrò, e lo annuncio fin da ora, a qualsiasi forma di spezzatino che veda affidata la gestione delle varie destinazione in presenti al solo fine di assecondare singoli interessi, seppur legittimi.
Invece, silenzio tombale sull’argomento. Del resto, ad esclusione del C.C. con gli studenti di gennaio, è da  mesi che non si celebra un consiglio comunale e su temi importanti come metro-tramvia, rinnovo del servizio di raccolta rifiuti la cui concessione è scaduta a febbraio ed altre importanti questioni, non si registra neanche il minimo confronto e/o discussione. Evidentemente la convegnistica occupa con maggiore vigore l’attenzione degli attuali amministratori della nostra bella Città a cui speriamo resti ancora almeno l’anima.

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