Tramvia, finalmente

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Il “via” a 5 anni dall’approvazione

di SANDRO PRINCIPE

NON è proprio il caso, per ragioni di decenza, dichiarare una guerra per la primogenitura della cosiddetta Tramvia Cosenza-Rende-Unical, ora che la Regione (finalmente ed a distanza di ben cinque anni dall’approvazione del progetto e ricorrendo per il finanziamento alla nuova programmazione 2014-2020) ha appaltato l’opera.

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Né ridicolizzare i sostenitori dell’ultima ora che, dopo averla tenacemente avversata, con la consueta disinvoltura adesso esaltano la Tramvia. Si dà atto ad Oliverio di aver adottato il provvedimento finale e ci si affida ad una ricostruzione storica fedele e serena per il racconto della ideazione, dello studio di fattibilità, del progetto e del finanziamento dell’opera.

Giunta Loiero e giunta Oliverio i protagonisti
Giunta Scopelliti gli affossatori

Certo è che gran parte di questo lungo percorso ha visto protagonisti i Sindaci Socialisti di Cosenza e Rende, l’on. Loiero (che ha definito le procedure) ed, infine, il Presidente Oliverio che ha appaltato l’opera, dopo che il governo di Centro-Destra, Scopelliti-Gentile, per cinque anni non è stato capace di produrre l’atto finale, causando così la perdita di ben 160 milioni di euro.

Una proposta migliorativa

In questa sede, dopo il chiarimento offerto dai progettisti (che hanno smontato le ricorrenti provocazioni, dimostrando, per tabulas, che il verde del Viale Parco Mancini non viene minimamente intaccato e che il tracciato con binario a raso non divide in due la città) preme, per come è stato ufficialmente richiesto, avanzare una proposta migliorativa

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che può così sintetizzarsi: il binario unico, su cui corre il treno bus nel territorio di Cosenza, giunto, in linea d’aria, dopo il tribunale dovrebbe lasciare il viale Mancini e proseguire sulla via Negroni e sulla via Panebianco, entrando, così, nel comune di Rende attraverso il ponte sul Campagnano, arrivando in linea retta sulla rendese via Kennedy.

Questa soluzione offrirebbe molti vantaggi :

  1. un notevole risparmio economico da utilizzare per il verde e l’arredo urbano, in quanto si eliminerebbe la tratta che arriva sino alla fine di Viale Mancini e che, poi,  costeggia il Campagnano sino al confine con Rende;
  2. si entrerebbe nel territorio di Rende in modo agevole e lineare, evitando le strozzature della rotatoria dopo il ponte De Luca, di via Crati e di Via Valle del Neto, che costringerebbero il trambus ad affrontare curve molto strette;
  3. si servirebbe una zona di Cosenza (zona tribunale, via Negroni e via Panebianco) con un volume di utenza molto superiore alla parte terminale di Viale Mancini;
  4. si ridurrebbero di molto i tempi di percorrenza;
  5. si valorizzerebbe molto l’area dove oggi insistono le Casermette, destinate, comunque, a svolgere una funzione pubblica.

Infine, per adesso, si evita di entrare sulla questione relativa alla sostenibilità della gestione. Si sottolinea però, che la Tramvia Cosenza-Rende-Unical dovrebbe fare parte a pieno titolo del futuro bacino e della sua gestione (per godere dei contributi regionali e per fare economie di scala), ovviamente, quando si finirà di continuare con le proroghe dei contratti di servizio. Quanto sopra è un consiglio gratuito ad Oliverio ed al suo accademico Assessore ai Trasporti.

NB .

Chi scrive era sindaco di Rende quando il consiglio comunale approvò il tracciato attuale. Ci si aspetta che il Pierino di turno lanci l’accusa di un cambio di opinione. A parte che le opinioni sbagliate non le cambiano solo i cretini, in realtà è utile ricordare che, all’epoca, gli amministratori di Rende furono costretti a subire la ferma volontà degli amministratori di Cosenza di utilizzare per la Tramvia, nel territorio Bruzio di loro competenza, il viale Mancini sino all’estremità nord.

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