C’entrano solo Ndindino e Orazio

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Riapre il Santa Chiara: presiedono gli estranei

Una cittadina di Rende ha voluto esprimere un pensiero sul cinema Santa Chiara (nella foto in evidenza, l’ingresso). Ci ha chiesto l’anonimato. Pubblichiamo integralmente la sua nota usando uno pseudonimo scelto da lei stessa. 

di ANNA SANCRISTOFORO 

OGGI 28 dicembre 2015 riaprirà il cinema Santa Chiara di Rende. Con sommo piacere di tutti quelli che amano la cultura e lo spettacolo.
E’ perlomeno curioso però che ad inaugurare la riapertura della storica sala siano quasi tutte persone estranee al Santa Chiara. Fatta eccezione per “l’impresario” ‘Ndindino Garofalo e il figlio Orazio.
Non credo c’entrino molto il Presidente della Camera Penale di Cosenza Manna, il Dottore Commercialista Toscano, l’Avvocata Pasqua, il giornalista Bombini,
men che meno il Presidente della Lucania Film Commission Leporace. Intendiamoci: Grandi Personalità, Magnifiche Figure Professionali (si notino le maiuscole).
Ma cosa c’entrano con Rende Paese?
Cosa c’entrano con le microstorie del Santa Chiara?
Cosa sanno delle corse dell’Impresario appresso al tal Micheluzzo che si masturbava dietro le tende dell’uscita di sicurezza?
O del rito dello spettacolo pomeridiano domenicale (la mattina in chiesa, il pomeriggio alle 16 al cinema, alle 17,30 correre a casa per vedere spazio 1999)?
O dell’attendere che si spegnessero le luci per accendere le innumerevoli sigarette?

O di quando, a metà degli anni ’80, una studentessa di lettere capitò per caso nell’abbandonata sala, ed entrando nella cabina di proiezione trovò a terra pezzi di pellicola, fra i quali un’inquadratura di un formosissimo culo anni ’50 caricato a spalla da un Peppino De Filippo?
(Nota per l’assessora: la studentessa ero io, of course, ed era la seconda volta che entravo in quel cinema: la frequentazione della sala era quasi esclusivamente maschile, e le ragazze di buona famiglia – a Rende Paese TUTTE – non potevano frequentare quel luogo di peccato. Gli episodi citati fanno parte del carnet dei ricordi di ogni paesanotto renditano).
Ma non mi faccio prendere troppo dalla retorica: so benissimo che tutte quelle persone c’entrano, e molto, col disegno politico dell’amministrazione di neodestra che governa la città.
Nella confusione sovrana che regna nella Nazione al tempo di Renzi, si prende qualche bravissima persona che si professa di sinistra (secondo le vecchie categorie del pensiero ottocentesco) lo si unge ed ammiela con la gloria effimera dell’episodio contingente, politicamente ce ne s’impadronisce, et voilà! il gioco è fatto.
Nel frattempo si vessano i cittadini, si fa beneficienza con i buoni pasto anzichè attuare (avere?) un piano sistemico di servizi sociali, si favorisce SOLO l’impresa privata. E si sfregia il Settembre Rendese con programmi a costo zero qualità.
E la cugina di Jole Santelli fa l’elenco dei rattoppi.
Mi domando e vi domando: come siamo arrivati a tanto? Sento tanta nostalgia del futuro.

P.S.: Il bravissimo Leporace, persona che stimo molto, vanta nel suo curriculum la conquista degli spalti del Marco Lorenzon ai tempi della squalifica (chi si ricorda
l’invasione degli Ultras di Cosenza quando il Rende militava nella stessa serie, e le domeniche venivano a farci squalificare il campo? Mio padre buonanima se lo ricordava benissimo,e fu quello il periodo in cui smise di seguire quello che, per lui come per tanti altri, era il “Sesso Rende”).

One comment

  1. antonio alvisio said on gennaio 6, 2016 Rispondi
    Hai pienamente ragione caro Gianfranco chi non ha vissuto quei tempi non puo' avere cognizione delle cose,

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