Legnochimica, è l’ora della bonifica

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Sosteniamo l’iniziativa del Movimento 5 Stelle

IL  comitato direttivo di Insieme per Rende sostiene l’iniziativa del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Rende e dell’associazione Crocevia (nella foto in evidenza il banchetto di raccolta firme istituito sabato 19 e domenica 20 dicembre) per la bonifica dell’area dell’ex Legnochimica.

Qui di seguito, giusto per dare un’idea della vicenda, riportiamo il risultato di una ricerca web effettuata sul sito del Quotidiano del Sud relativa ad alcuni degli articoli pubblicati.

Vogliamo rimarcare, infine, che a tutt’oggi non si hanno notizie della commissione consiliare che avrebbe dovuto vigilare sul sito e che si è insediata l’8/9/2015.

La commissione è presieduta, per conto del sindaco di Rende, da Pasquale Verre (consigliere iscritto al Pd e avversario di Manna nel ballottaggio che lo ha visto soccombere) ed è composta dall’assessore D’Ippolito e dai consiglieri Greco, Blasi, Miceli e Cuzzocrea.


Ricerca effettuata sul sito www.quotidianodelsud.it

Data: 5 ottobre 2010

Titolo: Rende, il sindaco Bernaudo: “serve bonificare l’area della legnochimica”

Catenaccio: Il sindaco di Rende, Umberto Bernaudo interviene sulla questione inquinamento nella zona della Legnochimica

Testo: «Come sindaco devo proteggere la salute dei miei cittadini. Se c’è inquinamento, chi lo ha causato deve procedere alla bonifica e se non lo farà, lo faremo noi». È quanto ha detto il sindaco di Rende, Umberto Bernaudo, nel corso dell’incontro di questa mattina in prefettura con i tecnici dell’Arpacal circa la bonifica dello stabilimento Legnochimica. «Dobbiamo definire – ha aggiunto – un percorso certo, stabilendo tempi e modi. Può essere che Legnochimica s.p.a sia in buona fede e non sia in grado di preparare un piano, o che sia in mala fede e stia volutamente perdendo tempo. Ma questo non può fermarci, perchè ne va della salute dei cittadini. Dunque, in spirito di collaborazione tra due enti pubblici, mi aspetto che Arpacal intervenga fornendo suggerimenti e consigli consentendo a Legnochimica s.p.a di elaborare, al più presto, un piano consono per bonificare il sito nella zona industriale di Rende. Proprio con questo incontro, che ho espressamente chiesto al Prefetto, al quale va tutta la mia stima e il mio ringraziamento per la celerità voglio ribadire la mia richiesta di aiuto e di supporto all’Arpacal, unico ente pubblico che ha le competenze per valutare la situazione». Il sindaco ha chiesto ai due tecnici dell’Arpacal, presenti all’incontro, di seguire Legnochimica s.p.a nella realizzazione del piano. Il sindaco Bernaudo ha anche insistito perchè si accelerino i tempi ed ha chiesto al Prefetto Reppucci di presiedere la prossima conferenza dei servizi che è stata convocata per l’8 novembre, proprio presso la sede della Prefettura. «Mi aspetto – ha concluso – che per quella data avremo un piano di caratterizzazione elaborato dalla Legnochimica s.p.a secondo le indicazioni fornite dell’Arpacal, così da programmare costi e tempi». Spetterà alla Legnochimica s.p.a farsi carico di tutti gli oneri della bonifica, ma il primo cittadino ha assicurato che, pur di mettere l’intera area in sicurezza, il comune sarà disposto ad intervenire se ci saranno ulteriori ritardi da parte dell’azienda.


Data: 27 agosto 2013

Titolo: Maxi area stracolma di rifiuti sequestrata nell’ex Legnochimica

Catenaccio: Circa 40 mila metri cubi di rifiuti prodotti in passato dall’ex complesso industriale Legnochimica, è stata sequestrata a Rende dal Corpo forestale dello Stato. Il materiale era stoccato da anni su un terreno dell’ex azienda nell’ex area industriale

Testo: RENDE (Cosenza) – Un’area contenente circa 40 mila metri cubi di rifiuti prodotti in passato dall’ex complesso industriale Legnochimica, è stata sequestrata a Rende dal Corpo forestale dello Stato. Il materiale era stoccato da anni su un terreno dell’ex azienda nell’ex area industriale di località Magdaloni e su un altro limitrofo. Malgrado fosse stata avviata l’attività di rimozione dei rifiuti da parte di un’impresa, le indagini hanno accertato che i rifiuti stoccati non erano solo i sottoprodotti della lavorazione del legno che veniva effettuato nell’azienda ma assieme a quelli c’era anche una mescolanza di rifiuti di varia natura classificati come speciali e che si trovavano in stato di completo abbandono. In pratica, secondo quanto appurato dagli investigatori, quello che doveva essere in origine un deposito temporaneo era diventato una vera e propria consistente discarica.


 

Data: 19 febbraio 2015

Occhiello: Danni ambientali e pericoli per la salute

Titolo: Il caso Legnochimica arriva a Bruxelles

Catenaccio: L’europarlamentare del M5S Laura Ferrara presenta un’interrogazione alla commissione europea segnalando possibili violazioni alle normative in materia di tutela dell’ambiente

Testo: RENDE – Il caso Legnochimica da Rende arriva a Bruxelles. Su impulso del gruppo consiliare M5S di Rende, l’europarlamentare Laura Ferrara ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Commissione. Due le tematiche messe in evidenza: i danni ambientali che ha subito l’area dove operava la società oggi in liquidazione e i danni alla salute causati alla popolazione residente. In entrambi i casi si prefigurerebbe una violazione della normativa europea. Viene chiesto alla Commissione quali iniziative intende intraprendere affinché siano rese realmente efficaci le norme europee in materia ambientale.

«Il caso della ex Legnochimica parte da lontano – racconta la Ferrara insieme al consigliere comunale di Rende Domenico Miceli – in dal 1969 nell’area persistono enormi bacini, privi di impermeabilizzazione, dove inizialmente venivano sversati i residui di lavorazione. Questi bacini, i cosiddetti “laghetti” sono ancora là in attesa della necessaria bonifica». «Nel luglio 2011 la Procura della Repubblica ha disposto la redazione di una consulenza tecnica sull’area – continuano dal M5S – la consulenza evidenzia che la falda acquifera sotto ed in prossimità dei bacini artificiali, risulta gravemente contaminata, anche in profondità e che detta contaminazione si è estesa ai pozzi esistenti in zona ed evidenzia l’inquinamento da metalli pesanti: alluminio, ferro, manganese, arsenico, berillo, cromo, nickel, mercurio, benzene e tricloroetilene, con concentrazioni fino a centomila volte superiori al valore consentito. Tali sostanze sono classificate dalla IARC come rischio oncogeno documentato. I rilievi effettuati dall’Arpacal sulle acque sotterranee confermano la contaminazione da sostanze cancerogene: diclorometano, tricloroetano, bromoclorometano, dibromoclorometano, Toluene e P-Isopropiltoluene».

«I molteplici interventi di tutte le autorità competenti sono sempre risultati vani – è la conclusione – pertanto emerge palese la violazione attuale e continuativa della normativa europea in materia. Ad oggi si attende ancora l’avvio della bonifica dell’area in questione. Come Movimento 5 Stelle siamo ancora in attesa di risposte concrete da parte dell’azienda in liquidazione che deve ancora presentare un piano di bonifica che possa essere oggetto di valutazione da parte della conferenza dei servizi».


 

Data: 28 agosto 2015

Titolo: Autocombusione dei laghi dell’ex Legnochimica di Rende

Catenaccio: Senza bonifica esplode la bomba per ambiente e salute. Da giorni l’area sprigiona fumi e cattivi odori che non promettono nulla di buono per la salute. I vigili del fuoco fanno la spola, ma il rischio è elevatissimo

Testo: RENDE (CS) – Sono giorni che i laghi dell’ex Legnochimica “bruciano”. Anche in assenza di fiamme, con i vigili del fuoco che fanno la spola tra la caserma e l’area industriale di Rende. L’autocombustione va avanti da oltre due mesi, lamenta l’associazione Crocevia, che riunisce i residenti della zona, ed è un fenomeno che ciclicamente si ripete ogni estate, all’innalzarsi delle temperature. In quest’ultimo scorcio di agosto, superati i temporali, l’odore che si sprigiona dalle vasche sembra essersi fatto ancora più acre e pungente, attirando l’attenzione su una questione, quella della bonifica dell’area, mai risolta.

Nel 2011 è intervenuto il sequestro da parte della Procura di circa sette ettari dell’area dell’ex Legnochimica, con particolare attenzione per i laghi, usati per la decantazione delle acque utilizzate nella produzione di acido tannico e pannelli di fibre di legno attiva nel sito fino al 2002.

La relazione del perito incaricato dalla Procura, il professor Gino Crisci (oggi rettore dell’Università della Calabria), segnalò “valori di elevato allarme”. L’analisi sui laghi rilevò valori di alluminio, manganese, nichel e ferro di molto superiori al limite massimo previsto dalla legge. Il cattivo odore, spiegava il docente, deriva dalle risalite di gas che creano delle bolle in superficie. Quando fa caldo le reazioni chimiche aumentano e la situazione peggiora. Tutto sparirà con la bonifica, assicurava la perizia.

Peccato che della bonifica si parli almeno dal 2008, quando si aprì la conferenza dei servizi che ha proseguito i suoi lavori negli anni successivi con alterne vicende e piani di caratterizzazione presentati e rispediti indietro.

Le ultime notizie riportano di una nuova inchiesta, aperta dopo la denuncia presentata dal sindaco Manna per la mancata bonifica, l’installazione di una stazione mobile dell’Arpacal per monitorare la qualità dell’aria, un’ordinanza del sindaco che impone alla società ex Legnochimica di rimuovere i rifiuti presenti in due dei bacini. E a metà settembre è convocato un nuovo tavolo in prefettura.


 

Data: 4 settembre 2015

Ex Legnochimica di Rende, analisi fuori norma

Catenaccio: Polizia provinciale deposita una notizia di reato. Il fenomeno di autocombustione dei rifiuti ha fatto scattare l’allarme. Le analisi confermano la presenza eccessiva di metalli e altri inquinanti: c’è inquinamento

Testo: RENDE (CS) – La Polizia provinciale di Cosenza ha inviato una comunicazione di reato alla Procura rispetto al fenomeno di autocombustione che si registra nell’area ex Legnochimica di Rende.

La decisione è scaturita dopo il sopralluogo della polizia provinciale effettuato insieme  ai vigili del fuoco e ai vigili urbani di Rende, che hanno presidiato la zona e interpellato i tecnici dell’Arpacal per nuove analisi dell’aria e delle acque.

Nell’esposto, è scritto in una nota, si evidenzia come nelle vasche della zona di contrada Lecco si siano sviluppati alcuni focolai di notevoli dimensioni, in presenza di cumuli di scarti industriali, con fuoriuscita di esalazioni di fumi. Per questo motivo la Polizia provinciale ha chiesto un sopralluogo urgente all’Arpacal di Cosenza per la verifica delle emissioni in atmosfera ed il campionamento del materiale presente nei siti.

«Il risultato, ricevuto dopo le analisi fatte sul posto da un tecnico del Servizio Suolo e Rifiuti e da altro personale del Servizio Aria per il campionamento e le analisi delle emissioni gassose sprigionate dalla combustione – prosegue la nota – individua nella zona interessata dalla ricaduta dei fumi “una concentrazione consistente di IPA (Benzo(a)pirene) e metalli (in particolare Ni)”».

Per quanto riguarda il campionamento del materiale depositato nei laghi, l’Arpacal ha fatto riferimento alle analisi precedentemente effettuate, in occasione di un altro incendio verificatosi presso lo stesso sito nel mese di agosto del 2008, ritenendo immutata la situazione, ovvero «con i valori di alluminio, manganese, nichel e ferro di molto superiori al limite massimo previsto dalla legge».

Per questi motivi la Polizia provinciale ha provveduto ad inviare una dettagliata informativa alla Procura di Cosenza, ipotizzando la configurazione del reato di combustione illecita di rifiuti.


 

Data 25 novembre 2015

Titolo: Ex Legnochimica, dopo anni di mancata bonifica scatta il sequestro dell’area: una denuncia

Catenaccio: Il Corpo forestale ha portato a termine le indagini coordinate dalla Procura di Cosenza. L’area non è mai stata sottoposta a bonifica. Contestato anche il reato di inquinamento ambientale

Testo: COSENZA – Il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) del Corpo Forestale dello Stato di Cosenza ha eseguito questa mattina il sequestro preventivo dell’area sede dell’ex stabilimento della Legnochimica in contrada Lecco a Rende.

Il decreto di sequestro è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza a seguito di una complessa attività di indagine coordinata dal procuratore capo Dario Granieri, dal procuratore aggiunto Marisa Manzini e dai sostituti procuratori Bruno Antonio Tridico e Domenico Assumma.

Questa mattina gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno posto i sigilli della vasta area, estesa per circa 90mila metri quadri e di 15 pozzi situati nella zona della falda, alcuni dei quali usati a scopo irriguo e altri utilizzati nell’allevamento di bestiame per l’abbeveraggio degli animali. Due di essi sono utilizzati anche a scopo industriale e uno da una industria alimentare. Il provvedimento si è reso necessario poiché la falda acquifera, come emerso dalle consulenze tecniche, è risultata fortemente inquinata da metalli pesanti quali ferro, alluminio, manganese, arsenico, cromo, nichel, cobalto e piombo.

L’area, che non è mai stata interessata da operazioni di bonifica o messa in sicurezza di emergenza, è stata invece periodicamente interessata da fenomeni di incendio, dovuti alla combustione dei rifiuti che hanno sprigionato nell’aria sostanze tossiche. Il fenomeno non è passato inosservato e numerosi amministratori e cittadini avevano depositato denunce alla magistratura. Il liquidatore della società è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per i reati di inquinamento ambientale e omessa bonifica.

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