Basta solo un po’ d’amore

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Rende deve tornare ad essere amministrata da chi ci vive e ci lavora

di GIANFRANCO DE FRANCO

DEBBO ammettere che Crusco mi fa tenerezza. Non giudico l’uomo perché non sono degno di giudicare nessuno, ma giudicare il politico è un mio diritto e un mio dovere.

Confesso che Crusco a mio avviso è un bravo assessore, ma è evidente che il timone delle finanze del Comune di Rende è nelle mani di Antonio Infantino. E’ lui che tira le fila, è lui che ha rapporti col Ministero, è lui che è un bravo tecnico.

Se dipendesse da me è uno dei pochi dirigenti che promuoverei a pieni voti. E spero che il futuro sindaco di Rende (io ce la sto mettendo tutta affinché torni ad essere un socialista), quando verrà il momento, decida di trattenerlo.

Ma non si tratta di essere bravi, si tratta di essere amorevoli verso il proprio paese, verso la propria città.

Umberto Bernaudo (a destra) con Sandro Principe

Umberto Bernaudo (a destra) con Sandro Principe

Umberto Bernaudo, ad esempio, in un suo commento al mio post “Sarebbe meglio chiamarle bugie?” (vedi http://insiemeperrende.it/?p=416), scrive che «…a partire dal 2008 e fino al 2011 il Comune ha avuto minori trasferimenti dallo Stato per 3.200.000,00 euro (800.000,00 l’anno); gli inverni 2008 e 2009 sono stati terribili poiché hanno provocato frane, alluvioni e smottamenti come non mai con necessità di intervenire in più luoghi della città; gli oneri di urbanizzazione dal 2008 in poi sono stati ridicoli non perchè, come dice qualche fesso, non li abbiamo fatti pagare agli imprenditori, ma perchè nessuno ha costruito…». Questo dimostra che Bernaudo ha fatto bene a correre ai ripari e a mettere al primo posto la sistemazione della città. Anche ricorrendo a debiti fuori bilancio. Che doveva fare? Lasciare tutto così come la furia degli elementi aveva ridotto Rende? Non l’ha fatto. Ha corso rischi. Se ne è assunto le responsabilità. E se lo ha fatto, lo ha fatto per amore. Un freddo calcolo sicuramente gli avrebbe consigliato di infischiarsene.

Crusco, probabilmente, se ne sarebbe infischiato. Almeno stando a quello che scrive. E d’altra parte perché Crusco avrebbe dovuto rischiare? Chi siamo noi rendesi per lui? O chi siamo per Manna o per Bozzo o per Santelli o per Toscano?

La risposta se la dia ognuno di noi nella cosiddetta “camera caritatis”.

Il coraggio dei socialisti

Io mi sento di dire che noi socialisti ci saremmo comportati esattamente come ha fatto Bernaudo insieme a tutti i suoi assessori, perché noi amiamo Rende e sempre quando l’abbiamo amministrata lo abbiamo ampiamente dimostrato.  Certamente che abbiamo commesso errori. Tanti errori. Ma nel complesso abbiamo ben amministrato. Oggi se i rendesi sono orgogliosi della loro città  lo si deve alle amministrazioni socialiste che per 60 anni hanno amministrato Rende. La “differenza” con tutte le altre città calabresi e molte di quelle meridionali, è visibile. Il compito più importante degli amministratori locali è quello di gestire il territorio. I socialisti rendesi lo hanno saputo fare.

«La “nostra” bella Rende» a chi?

E, per esempio, è del tutto inappropriata la frase che sento spesso ripetere a Toscano «la nostra bella Rende». Ma quale “nostra”, dovrebbe dire “vostra”. Ma che cavolo c’entra Toscano con noi. Ma anche Crusco, Manna, Bozzo, Santelli. Ma che c’entrano?

Rende deve tornare ad essere amministrata da chi ci vive e ci lavora, ad essere amministrata da chi la ama, da chi la conosce, da chi ha lavorato affinchè essa sia quella che è.

E dobbiamo ammettere che, con tutti i difetti, i vizi e i brutti caratteri, chi ha amministrato Rende durante questi 60 anni, l’ha anche amata. Dobbiamo correggere di certo gli errori commessi, ma dobbiamo anche esaltare le grandi conquiste che insieme abbiamo ottenuto e il grande amore che ci lega (scusate la sdolcinatura) a questo paese “mio che stai sulla collina”.

3 comments

  1. salvatore said on dicembre 21, 2015 Rispondi
    ......."Rende deve tornare ad essere amministrata da chi ci vive e ci lavora, ad essere amministrata da chi la ama"..... Verissimo. Se questa è una timida assunzione di responsabilità per avere la "colpa" di essere stati in passato i primi (mi riferisco al Pd rendese, oggi riformisti un tempo socialisti) a scegliere e sostenere un candidato sindaco non rendese e per giunta d'oltre Campagnano (avv. Cavalcanti) bene. Non dico che ci aspettavamo un ravvedimento in pompa magna con tanto di convegno sul tema. Non siamo poi così rancorosi da chiedere una dichiarazione pubblica e ufficiale. Va bene anche un trafiletto di "sghiscio" su un blog. Se invece, come temo, e con me tanti rendesi, questo è solo un modo per ripartire e rinsaldare le fila per poi fare come e peggio di prima, male. Vi prego non fate leva sui sentimenti per il primato personale della politica. A voi sembrerà strano ma a Rende c'è gente che ama veramente la città. Vedremo, il tempo è galantuomo, gli uomini un pò meno i politici di professione ........... meglio tacere. saluti , Salvatore Loizzo
  2. Gianfranco De Franco said on dicembre 21, 2015 Rispondi
    Io non rispondo ai commenti semplicemente per rispetto. Perché è come volere sempre l'ultima parola. Lo faccio in via eccezionale questa volta. Non è una "timida" assunzione di responsabilità. Io non parlo per conto di nessun altro. E' solo il mio parere e non è certo timido. E' abbastanza chiaro. Ma per essere ancora più chiari, ti informo che io all'epoca non ho votato Cavalcanti e l'ho detto proprio a lui quando me lo ha chiesto al bar Occhiuto e Bozzo. Con me c'era Micuzzu Plastina.
  3. salvatore said on dicembre 21, 2015 Rispondi
    Il mio non era e non è un commento al parere dell'amico Gianfranco, ma a quel sistema che all'epoca dei fatti aveva rottamato senza alcuna spiegazione Bernaudo e partorito Cavalcanti. Ergo, ma solo per precisare, non ritenevo te responsabile della "sciagurata" scelta di Cavalcanti e non ritengo oggi il tuo articolo un'assunzione di responsabilità. Sarebbe troppo poco, per me e per i rendesi che aspettano ancora di sapere come e perchè si è arrivati a quella scelta politica, accettare il tuo parere un'assunzione di responsabilità. L'interlocutore dei rendesi non sei tu. Il tuo lo sò è un parere (che per quanto mi riguarda anche autorevole) ma qualcuno questa responsabilità ce l'ha o NO. P.S. se tu non lo hai votato Cavalcanti, io l'ho combattuto in prima persona e tu ne sai qualcosa.

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