Bravo Crusco, bravo Infantino o bravo Bernaudo?

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Sarebbe meglio chiamarle bugie?

Quando gli “accusatori” “scagionano” gli “accusati”

di GIANFRANCO DE FRANCO

Il tempo è galantuomo. Una vecchia massima che oggi suona molto attuale in relazione all’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio comunale di Rende lunedì 30 novembre 2015.

Il Comune di Rende esce dal predissesto non dopo i canonici 10 anni, ma solo dopo 3 anni. Esattamente quello che i socialisti di Rende hanno sempre sostenuto. Dopo anni di strumentalizzazioni (sarebbe meglio chiamarle bugie?) che hanno avuto una parte significativa nella sconfitta elettorale del 2014, la verità viene a galla. Paradossalmente sono gli stessi “accusatori” che “scagionano” gli “accusati”.

Si deve chiedere scusa a Bernaudo e alla sua giunta

Tutto lo schieramento che attualmente governa Rende e tutti gli elettori che hanno votato Manna avrebbero il dovere di chiedere scusa agli amministratori dell’epoca a cominciare dal sindaco Umberto Bernaudo per finire a tutti gli assessori (ce n’è qualcuno perfino nelle fila dell’attuale maggioranza). Immagino che non lo farebbero nemmeno sotto tortura.

Antonio Crusco

Antonio Crusco

E’ necessario, dunque, rivalutare l’azione amministartiva di tutti gli assessori della giunta e, in particolare, quella di Umberto Bernaudo che ha pagato cara questa esperienza amministrativa subendo anche gli arresti per essere poi completamente scagionato in più gradi di giudizio. Il Consiglio comunale del 30 novembre gli restituisce anche quello che ai socialisti di Rende è stato sempre evidente e cioè la sua elevata capacità amministrativa. Bernaudo e la sua giunta sono riusciti non solo a fare grandi opere pubbliche a servizio della città e dell’area urbana, ma sono riusciti anche a gestire in modo del tutto legittimo i servizi di un comune che incassa trasferimenti finanziari per 35.000 abitanti, ma che nella realtà quotidiana fornisce servizi a oltre 70.000 persone.

 

I fatti attraverso la cronaca giornalistica

 

A questo punto è interessante una breve cronistoria di quello che è successo dopo la vittoria di Manna il 25 maggio del 2014.

Lo faccio con fatti alla mano facendomi “aiutare” dagli articoli giornalistici che sono stati pubblicati sul “Quotidiano del Sud”

 

All’indomani della vittoria elettorale di Manna, il commissario straordinario del Comune di Rende, Maurizio Valiante dichiarò al Quotidiano:

  • Il bilancio è in pareggio;
  • I creditori sono stati tutti pagati;
  • I flussi di cassa sono stati strutturati per pagamenti entro 2 mesi;
  • A breve nelle casse del Comune arriveranno 3 milioni di euro.

A dire di Valiante tutto questo è stato possibile grazie alla procedura di predissesto da lui predisposta insieme al suo consulente Antonio Infantino, e inviata al vaglio della Corte dei Conti. Al termine della gestione commissariale, la Corte non aveva ancora valutato il documento di Valiante.

Marcello Manna

Marcello Manna

Il 24 agosto del 2014, siamo in piena amministrazione Manna, Maria Francesca Fortunato scriveva sul Quotidiano: «I debiti che il Comune di Rende deve ripianare, secondo il piano predisposto dal commissario Valiante, ammontano a 16 milioni 650 mila euro circa. Nei sedici milioni rientrano 4 milioni circa di disavanzo accertato con il consuntivo 2012 (non più dilazionabili, ma da risanare), 8 milioni e mezzo di debiti fuori bilancio da finanziare e 4 milioni di euro accantonati per debiti potenziali derivanti dal contenzioso. Nel ripiano predisposto sempre dal commissario si prevedeva di utilizzare le entrate derivanti dalla manovra finanziaria, dalla dismissione di immobili (per 1 milione 600 mila euro), dalla contrazione di un mutuo (per 1 milione e mezzo). Ed è su questi aspetti che la giunta si prepara a fornire maggiori garanzie, per vedersi approvato il piano ed evitare il dissesto».

La somma delle cifre esposte (4.000.000+8.000.000+4.000.000) è pari a 16.000.000. Nello stesso articolo la Fortunato scriveva anche di due entrate previste per circa 3.000.000 di euro.

Questi dati corrispondono esattamente a quelli indicati da Valiante nell’intervista del dopo elezioni.

Maurizio Valiante

Maurizio Valiante

Il 27 settembre dello stesso anno il Quotidiano informava i lettori che la Corte dei Conti aveva approvato la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale che il Consiglio comunale aveva approvato a sua volta il 18 settembre precedente e che era stata riconosciuta la legittimità del debito fuori bilancio «rilevato nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale». Il giornale riportava anche che il Comune avrebbe dovuto dare attuazione all’adozione della deliberazione di rimodulazione entro il 4 novembre successivo.

Dalle colonne del Quotidiano, apprendiamo che il 29 ottobre il Consiglio comunale aveva approvato la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale con l’astensione del gruppo Pd e il voto contrario del grillino Miceli.

Ma qualcosa sembrava non quadrare visto che il sindaco Manna, secondo il giornale, aveva ricordato che «questo argomento (il riequilibrio finanziario, nda) ci accompagnerà anche nei prossimi mesi perché a tutt’oggi non siamo stati in grado di quantificare la reale consistenza dei debiti fuori bilancio».

Tema che sembra tornare nel consiglio comunale del 30 novembre successivo dove sul Quotidiano si legge che «…durante la discussione il primo cittadino, Marcello Manna, ha invocato più volte la tranquillità dei presenti e chiesto la collaborazione su temi fondamentali quali la rinascita da una situazione finanziaria fallimentare».

Una situazione, quindi, a guardare i resoconti giornalistici, non del tutto chiara. Un po’ sembra tutto bene e un po’ sembra tutto male.

Ma per cercare di chiarire meglio, è interessante un altro resoconto giornalistico del 18 dicembre 2014.

Gli assessori Vincenzo Pezzi e Antonio Crusco, accompagnati dal dirigente Antonio Infantino si sono recati al Parco industriale di Rende per un incontro con i dirigenti dell’associazione.

Antonio Infantino (a sinistra)

Antonio Infantino (a sinistra)

In quell’occasione il giornale riporta un’affermazione di Crusco che in relazione agli aumenti tariffari lamentati dalle imprese aveva sottolineato che «l’aumento deriva da normative continue da parte del governo centrale. Da parte di questa amministrazione è stato deciso che eventuali errori tecnici saranno tutti corretti e che  sarà concessa, su semplice domanda, la dilazione massima  concedibile anche nei dieci anni. Per quanto riguarda il 2014, bisogna ricordare che il bilancio di previsione è stato redatto dai commissari che ne decretarono il predissesto finanziario e quindi per quanto concerne questa amministrazione non è possibile agire sulla leva fiscale».

I debiti fuori bilancio

Per quanto riguarda ancora i debiti fuori bilancio, l’unico che è balzato agli onori delle cronache è stato quello nei confronti di Telecom. In particolare diamo conto di un articolo uscito il 31 dicembre 2014 e relativo al Consiglio comunale del giorno precedente.

Concetta Vicinotti scriveva: «La discussione tra maggioranza ed opposizione si è concentrata, infatti, tutta sulla questione nodale della legittimità dei debiti fuori bilancio. Una maggioranza, con al centro il sindaco Manna, apparsa compatta, distesa e sicura del suo operato. A prendere la parola e dar così il via alla trattazione del punto l’assessore al Bilancio, Antonio Crusco, il quale, ricostruendo la vicenda finanziaria in dettaglio, è così intervenuto: “Ci sono delle sentenze ed i debiti si pagano. Si tratta di una situazione debitoria pregressa relativa a procure amministrative del 2010/2011 contratta con Telecom Italia con somme che sono lievitate fino a 336.135,98 euro e mai saldate”».

Questo dato è interessante perché ci aiuta a capire cosa sono i debiti fuori bilancio e chi sono i creditori.

Si torna a parlare di bilancio il 12 giugno 2015.

Francesco Mannarino, sempre sul Quotidiano, ci informa di un Consiglio comunale, tenutosi il giorno prima che ha votato la rinegozazione  di mutui per 31 milioni di euro: «I mutui: 47 milioni di euro i mutui contratti dal Comune. Di questi, 31 milioni e 800 mila euro rinegoziati per scelta politica, come ha spiegato l’assessore al ramo Crusco. Spalmati in 4 anni con tassi di interesse minori rispetto a quelli finora applicati. Ciò lo ha consentito la Cassa Depositi e Prestiti. “Una opportunità”, l’ha etichettata lo stesso Crusco. Così facendo il Comune avrà la possibilità di recuperare risorse per 356 mila euro da utilizzare per le “quotidianità” cittadine, ovvero il rattoppo delle buche, la sistemazione dei semafori e via discorrendo. 266 invece le singole posizioni rinegoziate con la media di un punto percentuale circa in meno sul tasso d’interesse».

Nello stesso articolo si legge: «Altra questione sui conti pubblici è stata la querelle dei residui attivi e passivi che obbligatoriamente sono dovuti essere rivisti. Crusco, anche in questo caso, ha tracciato il percorso che ha portato ad un disavanzo tecnico di 13 milioni 435 mila euro in 30 anni per un importo annuo, che peserà sui bilanci pubblici, di 447 mila euro».

Da questi resoconti giornalisti sembra di capire sostanzialmente due cose. La prima è che i creditori sono stati tutti pagati. La seconda, che questi aggiustamenti sono di ordine strettamente contabile e non programmatico.

Potrebbe darsi che ci sia ancora qualche debito da saldare in relazione ai 4.000.000 di euro accantonati per il contenzioso in essere. Ci potrebbe essere, inoltre, l’incasso di beni immobili che il Comune ha deciso di alienare.

Cosa è cambiato dopo Valiante?

La domanda a cui si dovrebbe rispondere è: cosa è cambiato dalla situazione che ha lasciato il commissario Valiante?

Una questione di non poco conto è la permanenza alla guida delle finanze del Comune di Antonio Infantino, a dire di molti, un tecnico molto esperto in materia di risanamento di bilanci comunali. Infantino fu chiamato da Valiante prima come consulente, poi lo stesso commissario lo ha messo alla guida del settore finanze. Carica riconfermata, successivamente, da Manna.

La presenza di Infantino, probabilmente, è stata la chiave di volta che ha consentito l’approvazione da parte della Corte dei Conti della procedura di predissesto da lui stesso predisposta insieme al commissario Valiante.

Proprio per questo la situazione lasciata da Valiante ha subito pochi cambiamenti e nessuno significativo:

  • Il piano di predissesto è stato confermato;
  • I creditori sono stati tutti pagati;
  • L’operazione di messa in ordine dei conti è stata completata.

Il bilancio adesso sembra essere completamente in ordine grazie al fatto che le manovre effettuate dal duo Valiante-Infantino sono state portate avanti in maniera del tutto adeguata sia dal punto di vista tecnico, sia – al subentro di Manna – dal punto di vista politico.

Per chiudere questo capitolo è necessario, però, precisare meglio cosa sono i debiti fuori bilancio (8.000.000 di euro) e da cosa essi siano derivati.

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La gran parte sono derivati da sentenze che hanno visto il Comune di Rende soccombere e da spese sottostimate. Riguardo queste ultime facciamo l’esempio dei costi telefonici. In sede di bilancio preventivo l’ufficio Ragioneria ha inserito dei valori che si sono rivelati troppo bassi rispetto agli effettivi consumi.

Il motivo di tale comportamento può essere individuato nell’impossibilità di inserire le cifre ragionevolmente prevedibili perché non c’era la copertura finanziaria necessaria (ipotesi più plausibile) oppure nell’incapacità dei funzionari di prevedere in maniera adeguata le spese.

Altre voci, infine, sono relative a parcelle di professionisti per consulenze o cause legali inserite, spesso, per valori al di sotto di quelle previsti dai tariffari e che sono lievitati al momento dell’effettivo pagamento o della richiesta di pagamento.

Tutte queste voci e tutte queste spese sono state, in ogni caso, sanate e pagate dalla gestione commissariale.

L’unica voce che potrebbe subire variazioni è quella accantonata per i contenziosi (4.000.000 di euro). Si tratta per lo più differenze su espropri di terreni (quasi tutti relativi alla realizzazione di viale Principe) per i quali sono in corso cause pendenti.

Una curiosità, infine. Il 30 aprile 2015 il Quotidiano ha riportato una dichiarazione di Antonio Crusco, assessore al bilancio, nella quale ha affermato che  «per fine 2015, piuttosto che nel 2022, c’è la ragionevole speranza di concludere anticipatamente il piano di riequilibrio decennale». Previsione confermata: nel giro di 3 anni, dunque, si è una fase che avrebbe dovuto durare fino al 2022.  

Bravo Crusco, bravo Infantino o bravo Bernaudo?

In conclusione è questa la domanda che rimane.

Probabilmente ognuno ha la sua parte di meriti. Ma siccome io sono il segretario di Insieme per Rende, permettetemi di evidenziare i meriti di Umberto Bernaudo.

Vorrei sottolineare con forza il fatto che il sindaco di Rende doveva gestire con trasferimenti statali per 35.000 abitanti una popolazione effettiva di 70.000. Questo, mi sembra più che naturale, ha comportato problemi finanziari e di cassa notevoli. Problemi superati brillantemente dal punto di vista della “somministrazione” del servizio, meno brillantemente dal punto di vista finanziario a causa delle difficoltà di cassa rivenienti dalla insufficienza dei mezzi finanziari assegnati al Comune.

Ora tutto è più chiaro. Resta il grande merito di Umberto Bernaudo e dei suoi assessori (nessuno escluso) di essere stati capaci di amministrare molto bene pur in presenza di grandi difficoltà.

2 comments

  1. salvatore said on dicembre 3, 2015 Rispondi
    Concordo......... Ma, relativamente all'ultimo punto di domanda "Bravo Crusco, bravo Infantino o bravo Bernaudo? " una domanda è d'obbligo : l'Avv Bernaudo sindaco uscente chi l'ha messo in discussione? chi è che non lo ha ricandidato alla sua scadenza? chi è stato a scegliere un candidato a sindaco d'oltre Campagnano? Certo alla base c'è stata anche l'incapacità di una classe politica non all'altezza di sapersi rigenerare al suo interno, ma la risposta è un'altra e io ce l'ho. La cosa sicura e che la pezza scelta si è dimostrata peggio del buco. Buona pace a tutti e buone feste. Salvatore.
  2. Umberto Bernaudo said on dicembre 3, 2015 Rispondi
    Se mi posso permettere vorrei farti presente che hai dimenticato alcuni particolare. Il mio ultimo bilancio, quello del 2010 insieme ai precedenti rispettava il patto di stabilità e detto così sembra niente ma tenendo presente il resto cambierai idea; a partire dal 2008 e fino al 2011 il comune ha avuto minori trasferimenti dallo stato per 3.200.000,00 euri (800.000,00 l'anno); gli inverni 2008 e 2009 sono stati terribili poiché hanno provocato frane, alluvioni e smottamenti come non mai con necessità di intervenire in più luoghi della città; gli oneri di urbanizzazione dal 2008 in poi sono stati ridicoli non perchè, come dice qualche fesso, non li abbiamo fatti pagare agli imprenditori ma perchè nessuno ha costruito. Nonostante tutto ciò durante l'ultima campagna elettorale si sono preoccupati solo di ribattere che loro con i debiti non avevano niente a che vedere perchè avevano lasciato i conti in ordine infatti il 6 luglio del 2006. quindi sindaco da poco più di un mese era già fissata una udienza davanti alla corte dei conti nel corso della quale mi hanno avvisato di un fatto a me già molto noto : " Caro Sindaco il suo comune copre spese consolidate con entrate incerte" (vedere verbale). Comunque ti ringrazio per la difesa e spero di non dover pagare parcelle.

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