Autodifesa intellettuale

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Democrazia, illusione o realtà

di MIRKO DI MARIA

“I cittadini delle società democratiche dovrebbero seguire un corso di autodifesa intellettuale  per evitare  la manipolazione e il controllo”.(Noam Chomsky)

La dissoluzione del blocco sovietico indica (almeno figurativamente) la fine di un determinato sistema di controllo e manipolazione del consenso e dissenso che ha contraddistinto un intero secolo,  il totalitarismo. Ma questa complessa logica, colonna portante dei governi nazi-fascisti e dello stalinismo, non muore con la fine della guerra o dell’Unione Sovietica, ma assimilata dalle democrazie capitaliste si evolve in una prospettiva di un controllo più raffinata;  conscia dell’errore fatto da una manipolazione del consenso  coercitiva, adegua le sue forme di controllo al nuovo ordine sociale , che le democrazie capitaliste hanno direttamente o indirettamente imposto.  L’analisi che si prospetta è questa: nel sistema democratico le “illusioni necessarie” (N. Chomsky) alla cristallizzazione del consenso socio-politico non possono essere imposte con la forza, ma devono essere istillate nella mente delle persone con mezzi più raffinati. In un sistema totalitario come quello nazista o sovietico la forza determina il consenso perché non si teme alcuna opposizione ideologica, ma in un sistema democratico c’è sempre il pericolo che un pensiero indipendente possa dare origine  ad una azione politica destrutturante.

Noam Chomsky

Noam Chomsky

La dinamica del sistema  propagandistico  si muove tra l’informazione e la disinformazione, entrambe incanalate nel iter formativo della  public opinion, organico  al mantenimento dell’assetto strutturale elitario, dunque le polemiche possono essere pure eccessivamente violente se funzionali a quei presupposti che definiscono l’interesse dell’elitè di potere che non è specificatamente solo quella politica ma coinvolge una pluralità di protagonisti, (criminalità inclusa) ognuna con un ruolo definito.

Lo “stampo” clientelare del totalitarismo

La democrazia è infettata dai germi di un nuovo e rinato totalitarismo, non più quello statico del partito unico ideologizzato, ma un totalitarismo dinamico, moderno,  di “stampo” clientelare;  dove la costruzione del consenso politico si realizza attraverso la commistione di interessi personalistici, di tipo economico e politico, che si muovono in un precario equilibrio tra il legale e l’illegale, celato dalla diffusione di quelle ” illusioni necessarie” alla manipolazione dell’opinione pubblica. In conclusione se evidenziamo in maniera generale quali sono gli obiettivi strategici delle politiche dei regimi totalitari, possiamo trovare rilevanti analogie sulle attuali politiche internazionali, nazionali, e in certi casi anche locali,  riproposti però  con metodi moderni  più raffinati e complessi; difatti    democraticamente   ti concedono quell’illusorio spazio di libertà ,  che ti permette di ragionare su argomentazioni  che però  hanno reazioni già monitorate da eventuali controreazioni; nel concreto,  le informazioni che assimiliamo ogni giorno ci consentono  una operazione di analisi critica  ma che rimane circoscritta e indirizzata su parametri già predefiniti che non consento in realtà la diffusioni di pensieri indipendenti. Dunque il sopracitato pensiero di Noam Chomsky è un monito a diffidare di tutte quelle false rappresentazioni di democrazia  che si manifestano sia  nel panorama internazionale ,con manovre politiche di dubbia credibilità, mirate a realizzare precisi obiettivi economici anche se   prevaricano i limiti dettati dal diritto internazionale, giustificando cosi azioni violente e disumane; e  sia nel panorama nazionale-locale in cui  le istituzioni parlamentari sono per lo più paragonabili a   luoghi  di ritrovo ludici, dove i  centri di potere discutono dei loro egoistici  interessi privati.

“Il potere sta finendo in mano ai sistemi totalitari, di fatto vere e proprie tirannidi private” N. Chomsky.

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