Ospedale privato

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Barbanti: «In un secondo 9.405.620 euro di plusvalore»

di GIANFRANCO DE FRANCO

Il deputato rendese Sebastiano Barbanti, in un intervento pubblicato

L'onorevole Sebastiano Barbanti

L’onorevole Sebastiano Barbanti

il 19/11/2015 sul Quotidiano del Sud (pagina 20 cronaca di Cosenza),  riferendosi alla questione ospedale privato, ha scritto: «In pratica il terreno in causa ha una superfice di 46.493 mq complessivi che, con l’indice fondiario di 1 mc/mq, consentirebbe di costruire per una volumentria 46.49 3mc, e secondo questa delibera ha un valore di circa euro 1.578.140. Non sappiamo quanto sia stato pagato il terreno dall’attuale proprietario, ma sappiamo che un secondo dopo che la variante porterà la cubazione del terreno alla spaventosa cifra di 137.297 mc, lo stesso decuplicherà il valore passando a euro 10.983.760 con un plus valore contabile per il possessore di euro 9.405.620». La delibera di cui scrive Barbanti è la numero 119 del 4/6/2015 con la quale la giunta comunale ha stabilito il valore venale minimo dei terreni ai fini del pagamento dell’imposta. Se cliccate sul link potete rendervi conto facilmente di come Barbanti è arrivato a tali cifre.

Il nocciolo della questione è proprio quello che ha scritto Barbanti. Il sindaco di Rende, è evidente, sta tentando di “spostare” il dibattito dalla variante iGreco, alla passata gestione dell’Urbanistica a Rende.

Il sindaco vuole sviare l’attenzione

Nel massimo rispetto della sua persona e della sua carica, trovo il tentativo patetico. Quasi disperato. I motivi sono esposti con grande chiarezza sia nella lettera di Barbanti, sia nell’articolo pubblicato sullo stesso giornale e relativo alla posizione di 3 consiglieri comunali iscritti al Pd (De Rango, Scola e Beltrano), pur se appartenenti a 3 gruppi diversi (Pd, Rende riformista e Insieme per Rende). Mi domando e domando ai lettori: Può un sindaco chiedere ai consiglieri comunali e ai cittadini della città che amministra di andarsi a guardare le pratiche urbanistiche della sua stessa città? E’ un paradosso, ma è successo. Il sindaco può accedere a tutti gli atti amministrativi ed è perfettamente in grado di conoscere ogni dettaglio delle pratiche. Basta che convochi i dirigenti ed è fatta.

Detta come l’ha detta, sembra, ma di certo non lo è, più un “avvertimento”: «Se continuate ad ostacolarmi su questa pratica, tiro fuori tutto». Un’ipotesi impossibile. Una cosa che non può essere vera.

Fornisca i dati, dica con trasparenza gli errori politici e se ci sono illegittimità faccia le denunce relative

Il sindaco, dunque, si controlli le pratiche e dica lui ai cittadini di Rende le irregolarità, gli errori di politica urbanistica. Dica se sono stati commessi errori in fase di concessione o in fase di rilascio dei certificati di abitabilità, dica se sono state autorizzate varianti e in che misura e per quali motivi. Dica se sono state indette conferenze dei servizi per autorizzare varianti, in favore di chi sono state indette, per quali edifici, per quanti metri cubi in più, con quali convenzioni e così via. Naturalmente se scoprisse reati ha il dovere di informare la Procura della Repubblica.

L'Hotel Majorana in via Ettore Majorana

L’Hotel Majorana in via Ettore Majorana. La foto è stata tratta da “Street view” di Google Maps. E’ uno dei luoghi indicati da Manna

E’ inutile portare tali argomenti in Consiglio comunale in modo superficiale. Approfondisca. Denunci gli errori politici ai cittadini e i reati alla magistratura.

Il centro commerciale Marconi Più

Il centro commerciale Marconi Più tratto da Street view di Google. Un altro dei luoghi indicati dal sindaco di Rende al Consiglio comunale del 17 novembre 2015

Ora bisogna discutere e votare sulla variante

Torniamo, dunque, alla variante. E’ su questo che il Consiglio deve discutere e votare. Ma una premessa è d’obbligo.

In 60 anni di amministrazione a Rende si sono fatte cose buone e di sicuro anche errori. Sarebbe folle pensare che tutto sia stato perfetto. Però la politica che le amministrazioni socialiste hanno applicato è sempre stata improntata al principio di aiutare i più deboli e di equilibrare non solo gli squilibri economici, ma anche sociali.

Per raggiungere questo obiettivo, si sono costruite le strade interpoderali (100 chilometri), si è favorito l’acquisto delle terre da parte dei mezzadri, si è ubicata la zona industriale a ridosso della città, si sono costruite le case popolari nel centro della città e non in periferia, si è favorita l’ubicazione dell’Università della Calabria ad Arcavacata, si è stabilita la norma della cessione del verde che ha consentito di realizzare i parchi comunali (Robinson, Giorcelli). Più di recente, dagli anni ‘80 in poi, le amministrazioni socialiste guidate da Sandro Principe, hanno capito che era necessario un cambiamento e hanno applicato quella che fu conosciuta come la “politica dell’amalgama”.

Insieme per Rende spiegherà pubblicamente le politiche urbanistiche adottate e spero che il sindaco possa trovare il tempo di venire ad ascoltare per conoscere, valutare e riflettere.

E a proposito di varianti , se la memoria non m’inganna, il primo atto di una certa rilevanza che fece la giunta guidata da Sandro Principe fu proprio una variante (ironia della sorte) di fronte alla quale questa dei Greco è davvero un’inezia. Una variante che interessò ben 350 ettari. Peccato che il beneficiario si chiama Università della Calabria.

PONTE-UNICAL

Le politiche urbanistiche e sociali di quelle amministrazioni avevano come “faro” l’integrazione e il benessere dei cittadini (non di pochi, ma di tutti). E adesso che ci penso di varianti se ne fecero successivamente tante. Solo che si fecero per opere pubbliche.

panoramica

Si costruirono scuole, chiese, impianti sportivi, strade si aggiunsero alle strade, mentre i palazzi che sorgevano rispettavano tutti rigorosamente gli standard previsti dal piano regolatore generale. Parole? No fatti. Manna controlli tutte le concessioni edilizie, una per una e poi confronti le realizzazioni, una per una. Ha tutti gli strumenti per farlo. E poi lo comunichi ai consiglieri comunali e ai cittadini. Ecco questo deve fare, non tentare di distogliere altrove l’attenzione.

E arriviamo alla variante iGreco

Il volume richiesto è pari all’intero Quartiere Europa

Non è una “piccola” variante. E’ una enormità. Un qualcosa che cambia il modo di amministrare e di utilizzare il territorio. Pensate che la stessa volumetria richiesta è pari all’intero Quartiere Europa che si sviluppa su 40 ettari, mentre l’intervento in variante si sviluppa su 4 ettari.

L’urbanistica “on demand”

Certo si potrebbe ipotizzare un modello di urbanistica “on demand”. Nessuna programmazione, ma solo esame di richieste da parte di cittadini e imprenditori. Insomma rendere possibile ogni cosa. Voglio costruire un cinema nella piazza di Commenda. E voilà basta chiedere. Tutto ok. Via libera. Voglio costruire una sala giochi a fianco della San Carlo Borromeo? E quale problema c’è? Via libera. E così via. Un modo innovativo di fare politica urbanistica. Un caso di studio.

E pensare che Rende è stata alla ribalta nazionale (e internazionale) proprio per il motivo opposto. A Rende è stata riconosciuta una politica urbanistica rigorosa, una programmazione del territorio equilibrata, il rispetto dell’Ambiente, la cura dei parchi, la realizzazione di parchi fluviali. Insomma una città vera, non una periferia o un agglomerato di mattoni e di cemento. L’urbanistica “on demand” porterà al caos.

Ma si tratta di un ospedale. E allora? Ben venga, naturalmente. Ma un albergo a 5 stelle che cosa c’entra? E in ogni caso lo shock urbanistico è di assoluta rilevanza.

Con questo progetto credo che ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente incredibile dal punto di vista urbanistico.

Chiudo con i benefici economici.

Non ce ne saranno perché l’accorpamento delle cliniche comporterà anche il mantenimento del personale. La struttura, poi, prevede tutti i servizi all’interno. Si mangia, si dorme, ci si prende il caffè. Non ci saranno benefici di nessun tipo per le persone di Rende e dell’area urbana. Solo Roges avrà qualche problema. Vivrà una stagione di traffico di camion e, dopo, una stagione di traffico di auto. Non rimarrà niente.

Manna e Occhiuto: gente di Destra

Ci sarà solo il beneficio dell’investimento iniziale. Sarà assunto qualche operaio. Non ci saranno assunzioni in posti di responsabilità. Li sceglieranno, giustamente, fra quelli di cui si fidano ciecamente. Ma Manna, lo dico col massimo rispetto, non può vantare questo beneficio per il semplice motivo che se davvero lo pensasse non avrebbe “perso” un finanziamento di 1.500.000,00 euro (il 2° lotto della strada Commenda-Centro storico) e non avrebbe contribuito a perdere il finanziamento di 160.000.000,00 della metropolitana leggera osteggiata senza ritegno alcuno insieme al suo collega di Destra, Mario Occhiuto. Dimostrando, nei fatti, non a parole, di essere un nemico dei giovani e del lavoro. Gente di Destra.

 

 

One comment

  1. Luca Lombardo said on novembre 20, 2015 Rispondi
    È bello leggervi. Il ritorno di Insieme per Rende è importante per la comunità rendese alla quale - seppure da lontano - mi sento di appartenere. L'articolo è troppo esaustivo per consentirmi una integrazione. Vorrei portare all'attenzione solo il seguente dato che porta alla evidenza della dubbia bontà urbanistica delle scelte che si stanno immaginando. Per farlo vorrei fare riferimento al faro italiano dell'urbanistica vigente: il nuovo PGT di Milano. A Milano è possibile l'insediamento di 1 mq/mq (pari ai 3mc/mq di cui oggi state discutendo) solo in prossimità, essenzialmente, delle stazioni metropolitane e previo vincolo di destinazione ad uso sociale di alcune parti e acquisto di diritti edificatori da altre parti della città. Mi spiego meglio. La normativa urbanistica più recente stabilisce che l'amministrazione non possa consentire "con l'uso del pennino dell'urbanista" che vi sia chi si arricchisce perché proprietario di un qualche terreno e chi trova depauperamento del proprio patrimonio per un vincolo pubblico di destinazione: è il concetto della perequazione. È cosi che si attribuisce un indice unico a tutto il territorio comunale e si permette (tramite meccanismi simili alla borsa valori) la cessione dei diritti edificatori. Generalmente l'indice unico è pari all'1mc/mq al quale si accennava nell'articolo. Tale indice permette all'amministrazione di fornire standard urbanistici classici senza un eccessivo appesantimento degli oneri. Va dasè che chi vuole edificare in più (come detto, in zona che consentano già di per sè una dotazione di standard ragionevole) debba: (i) ripartire il proprio profitto con altri, acquistando i relativi diritti edificatori sul mercato, (ii) contribuire all'aggravio di standard con il pagamento di contributi straordinari. Una struttura del genere necessita di una ristrutturazione urbanistica dell'intero quadrante della città dove il nuovo ospedale si andrà ad insediare. Non prevedere oggi le conseguenze urbanistiche e, soprattutto, finanziarie di tali circostanze porterà al caos quella parte di città. Ma ció non è un problema per chi non ha solide radici nella nostra città ma che è chiamato ad amministrare l'ente comunale per il tempo necessario.

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