Ogni promessa è debito

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C’è aria di insoddisfazione al vecchio borgo

di FRANCESCO PLASTINA

Parlare di centro storico nel periodo di campagna elettorale sembra ormai essere divenuta cosa di tutti. Tutti ne parlano, tutti conoscono i “disagi”, tutti sono pronti ad accusare e tutti sembrano conoscere la soluzione per la “Rinascita”. E volgendo lo sguardo indietro di un anno e mezzo, si potrà osservare che questa volta sono state davvero tante le cose dette. Dall’ubicazione di una Farmacia in paese, passando per supermercati ed appartamenti alle neo-famiglie ceduti con fiscalità agevolata, fino ad arrivare a poli distaccati dell’Unical, sedute di laurea, laboratori e persino alloggi per gli studenti. Riportando lo sguardo al presente però, si osserverà meglio di prima che di tutte quelle belle parole non è rimasto assolutamente niente, se non quella falsa illusione “regalata” in quel tempo dall’attuale amministrazione di destra. Certo, non vogliamo assolutamente sminuire gli enormi introiti che hanno portato I fantastici eventi “a costo 0” organizzati dall’assessore Toscano (si scherza!). Ma una cosa va detta anche in merito a tutto ciò. Per quanto tempo riuscirà a sedare i bollenti spiriti degli abitanti del Borgo Antico questa politica di “Panem et circenses” che va avanti fin dal suo insediamento? Beh a noi viene da dire poco, perché passeggiando per le vie del Centro e scambiando quattro chiacchiere con qualcuno, si respira chiaramente quell’aria di insoddisfazione, quel vuoto lasciato da tutte quelle parole che non hanno avuto seguito. E se nell’articolo di qualche giorno fa il sedicente Laboratorio Civico ed i suoi esponenti plaudono il merito di essere riusciti a completare la ristrutturazione del cinema Santa Chiara e dei palazzi prestigiosi, vogliamo ricordare che già nelle scorse settimane abbiamo trattato questi argomenti, chiarendo una volta per tutte come sia stata realmente possibile la restaurazione di queste realtà. E se sempre nel suddetto articolo l’amministrazione di centrodestra osa affermare che siano loro i veri riformisti, vorremmo tanto sapere cosa ha di riformista questa politica adottata nei confronti del Centro Storico! Se si è davvero portatori di quel vento di cambiamento tanto sbandierato quanto aspettato, che allora si abbia rispetto nei confronti di una comunità che vuole e può dare tanto all’intera città. Si rispettino le promesse, senza continuare a dare la colpa a questo o a quello. Ora la campagna elettorale è finita e i cittadini non hanno più voglia di aspettare.

One comment

  1. salvatore said on novembre 4, 2015 Rispondi
    Da mesi avevo maturato la decisione di evitare di lasciarmi coinvolgere in discussioni relative al borgo antico e di conseguenza valutato il mio disimpegno dalla politica. Tale scelta, non perché sia venuto meno l’amore verso il cocuzzolo, piuttosto per il fiacco risultato elettorale ottenuto che, nonostante l’ottima affermazione personale al centro storico, suona come una bocciatura in una visione cittadina. Sebbene confermo il mio distacco dalla politica, non posso rinunciare di fare alcune considerazioni sull’argomento da voi affrontato e rischiare così di essere ancora una volta trascinato nella discussione. Questa decisione perché ritengo il confronto utile e l’impegno civico verso il paese una causa nobile e meritevole di essere affrontata. Nella speranza che l’argomento centro storico, almeno questa volta, non diventi una questione personale, o peggio una battaglia familiare guerreggiata su barricate contrapposte, mi inserisco nel ragionamento per quanto detto prima e anche perché sono fortemente convinto che “LA QUESTIONE CENTRO STORICO” vada sviscerata e affrontata seriamente una volta per tutte in tutta la sua VERITA’ senza posizioni e contrapposizioni precostituite ma possibilmente congiuntamente tutti assieme nel reciproco rispetto delle proprie idee. Diversamente lo spettacolo sarebbe sempre lo stesso, ancora una volta poco edificante. La premessa è necessaria perché, diversamente da quanto viene veicolato, l’insoddisfazione nel vecchio Borgo non è di oggi. Datare o semplicemente accorgersi solo ora dei nostri disagi è mortificante. Chi ha consentito negli anni passati con la propria azione amministrativa la chiusura dell’unica farmacia, della banca, del tabacchi, il trasferimento del municipio, e ancora prima la dislocazione dei carabinieri, del centro per l’impiego, dei vigili urbani, dell’esattoria comunale, e di tutti una serie di servizi primari che di conseguenza nel breve hanno di fatto determinato la chiusura di tutti i negozi ( bar, macelleria, barbiere, generi alimentari, etc etc) oggi non può puntare l’indice accusatore contro chi è stato chiamato ad amministrare la nostra città. In assenza di una analisi seria e di una presa di coscienza onesta sulle cause e gli effetti che hanno determinato la morte di Rende vecchia, non rendiamo giustizia a quanti ancora resistono a queste latitudini. Agli attuali amministratori semmai va ricordata la promessa d’impegno fatta per il recupero e il rilancio del centro storico. Forse qualcuno o più di qualcuno dimentica che durante la campagna elettorale, nell’affrontare “LA QUESTIONE CENTRO STORICO”, in più occasioni Manna ha prospettato e fornito diverse soluzioni agli indigeni del posto per la rinascita immediata della collina di Arintha. I cittadini del centro storico, o almeno alcuni, non hanno difficoltà a rammentare che il Sindaco Manna, e tutti i candidati consiglieri delle sue liste (eletti e non), più volte sui giornali, in televisione, tra la gente in piazza, nei vicoli e nelle case hanno promesso in caso di vittoria il ritorno imminente al centro storico del municipio, hanno promesso la riapertura della farmacia e tutta una serie di iniziative che ad oggi, nonostante siano trascorsi quasi due anni dalla loro vittoria, non si intravedono. La verità è che ad oggi l’azione amministrativa del Sindaco Manna è sterile, i suoi candidati e i suoi consiglieri di fatto hanno smarrito la bussola, sono sempre più avvitati su se stessi e, piuttosto di aggredire la “QUESTIONE CENTRO STORICO” come promesso in campagna elettorale, sono preoccupati da questioni personali e rimpasti di giunta. A Manna si riconoscono solo gli attenuanti di aver ereditato una situazione pesante ma potenzialmente risolvibile e di essere abbandonato, o se vogliamo essere sotto ricatto, da una parte politicamente ben individuabile (la più robusta) della sua maggioranza. In politica, ancor più che nella vita, le cambiali quando arrivano alla scadenza vanno onorate. E poco importa se queste cozzano con gli interessi collettivi. Del resto Manna conosceva i compagni di viaggio o almeno i loro padrini. Ma questo a noi cittadini rendesi del centro storico poco importa noi vogliamo che l’attuale classe politica che amministra la città mantenga fede agli impegni assunti nel lasso di tempo che gli resta da qui fino alla scadenza del suo mandato. Diversamente ancora una volta il centro storico e chi qui ha lasciato il suo cuore potrà affermare di essere stato miseramente tradito e ucciso per l’ennesima volta ma questa volta per mano di un non rendese e di un altro colore politico. Francamente sarebbe una amara consolazione. Rende li, 04/11/2015 Salvatore Loizzo

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