Lettera aperta a Domenico Ziccarelli

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di GIANFRANCO DE FRANCO

Rende, 25 ottobre 2015

Caro Domenico, non intendo ribattere ad accuse altrimenti non si finisce più.

Voglio soltanto esprimere la mia valutazione e la mia visione dei fatti senza alcuna intenzione polemica.

Il quadro generale

Ci troviamo di fronte ad un sindaco che non è di Rende e che non conosce quasi nulla di Rende, però è stato eletto dagli elettori ed ha, quindi, piena legittimità e merita il massimo rispetto.

Di contro ci troviamo di fronte  a degli assessori che non sono di Rende, non c’entrano nulla con Rende, non conoscono la nostra realtà e nemmeno le strade, le contrade. Non conoscono la storia politica di Rende e, soprattutto, non hanno avuto alcuna legittimazione popolare.

Mi chiedo se sono a conoscenza, ad esempio, del motivo per il quale le case di edilizia economica e popolare di Quartiere Europa sono sorte lì e non altrove, perché l’Università della Calabria è sorta lì e non altrove, perché la zona industriale è sorta lì e non altrove, perché il Parco acquatico è sorto lì e non altrove, perché la chiesa di San Carlo Borromeo è sorta al centro di una strada, perché a Rende sono sorte le piazze. Mi domando se conoscono la politica “dell’amalgama” portata avanti fin dagli anni ‘80 dalle amministrazioni comunali guidate da Sandro Principe e da un gruppo di ragazzi che si sono formati nel Partito socialista italiano nella seconda metà degli anni ‘70.

Questi non sanno niente. Ma tu no. Tu conosci bene tutto questo.

Il “quadro” è questo e non puoi non essere d’accordo.

Io sono di “parte”, sono un “tifoso” e sto cercando di costruire delle azioni che ci consentano, quando sarà il tempo, di contrapporci all’attuale ammministrazione comunale di destra (guarda la scheda in fondo) chiedendo agli elettori di Rende di tornare a dare fiducia alla classe dirigente riformista  e socialista che sta cercando di fare ammenda degli errori commessi.

 

Ci sono, però, alcune certezze.

  1. L’amministrazione di destra non ha una visione strategica né a livello comunale, né a livello di area urbana. Gli elettori di Rende hanno votato Manna non certo in base ad un programma (che non ha, né ha mai avuto);
  2. La gestione del Comune è stata tolta ai rendesi per essere affidata a potentati politici esterni rappresentati da alcuni degli assessori nominati da Manna (vedi scheda);
  3. Tutte le opere che ci sono a Rende sono frutto di una visione strategica dei socialisti e dei riformisti rendesi effettuate in prospettiva della costruzione dell’area urbana (Parco acquatico, Viale parco, Parco Robinson, Parco fluviale, Palazzetto dello sport, piste ciclabili, solo per citarne alcune);
  4. Tutta la politica urbanistica è stata incentrata sullo sviluppo dell’area urbana a cominciare dalla collocazione dell’area industriale (oggi la più grande per numero di imprese della Calabria) per finire al seminario arcivescovile proseguendo attraverso le politiche verso l’Università della Calabria, le politiche commerciali (che hanno consentito l’arrivo di Metropolis e del Marconi più e l’avvio di tante fruttuose piccole iniziative commerciali);
  5. Al contrario di come è rappresentato, le amministrazioni socialiste e riformiste hanno avuto una visione strategica anche per il centro storico. Son state costruite le scale mobili, sono stati acquistati e ristrutturati molti palazzi, sono state restaurate le chiese, è stato istituito il museo Civico comprendente due importanti sezioni (la pinacoteca e la sezione folclore), è stato istituito il Maon affidato all’associazione Capizzano, sono state pavimentate le stradine, è stato acquistato e ristrutturato palazzo Vercillo-Martino. L’uso del castello era stato pensato per altro non certo per restare chiuso. Se ritorneremo ad amministrare cercheremo di fare tesoro di alcuni errori che abbiamo commesso.

Qualcosa di sicuro mi sfugge, ma spero di aver reso l’idea a te a ai lettori.

Tu, caro Domenico, queste cose le conosci bene e sai che ho scritto cose vere.

Per tornare al cimitero, ribadisco che sono completamente d’accordo con quanto scritto dai consiglieri comunali del Pd. Sei almeno ingeneroso.

D’altra parte mi pare che non è vero che ci sono «solo 6 salme» in attesa di tumulazione. Tu stesso hai verificato che il problema riguarda 80 salme. E ti fa onore averlo evidenziato. Quello che fa ribollire il sangue nelle vene è l’affermazione fatta nel comunicato della giunta di destra che «le precedenti amministrazioni» non si sono curate del cimitero. E’ un falso storico che può essere fatto solo da chi non conosce Rende e non ha mai visitato il cimitero di Rende.

Insomma, caro Domenico, è giusto polemizzare, anche duramente. E’ giusto che ognuno faccia il proprio mestiere di amministratore, maggioranza, opposizione. Giungo a dire che è accettabile anche la strumentalizzazione, ma ci sono dei limiti che non possono essere travalicati. L’evidenza non può essere nascosta.

Tuo Gianfranco

La scheda

Ci sono almeno i seguenti tre assessori dichiaratamente espressione della destra:

Assessore Padrino politico Partito politico
1) Antonio CRUSCO

BILANCIO, PERSONALE, TRIBUTI, PATRIMONIO

Antonio Gentile Nuovo Centro Destra
2) Pia SANTELLI

LAVORI PUBBLICI, MANUTENZIONE, AREA URBANA

Jole Santelli Forza Italia
3) Vittorio TOSCANO

COMMERCIO, TURISMO, POLITICHE AGRICOLE, CULTURA, SPETTACOLO, EVENTI

Antonio Gentile Nuovo Centro Destra

ATTENZIONE: La foto di copertina è stata tratta dal sito web del Comune di Rende ed è stata scattata il 10/6/2011

One comment

  1. salvatore said on ottobre 29, 2015 Rispondi
    La risposta è giusta, un po’ meno l'analisi. Senza entrare in polemica, mestamente faccio osservare brevemente due aspetti: 1) nel ricordare al consigliere Domenico Zicarelli, chi ha guidato la trasformazione del paese di "Renni" in città di Rende, si elude nell’esposizione (ritengo per mera dimenticanza) un breve riferimento o magari un piccolo accenno agli anni precedente gli anni 80. Forse sono un po’ nostalgico, è vero, ma ritengo trattasi degli anni più importanti, ovvero il periodo che ha determinato l’impulso per lo sviluppo del nostro territorio. Questo è innegabile e chi lo fa, o peggio lo omette, è un mistificatore; 2) il riferimento al Centro Storico, a mio modesto avviso, è un classico e goffo autogol che, per diversi motivi, avrei evitato. Soprattutto per non continuare a mortificare e offendere chi lo vive. Nel Centro Storico, l'unica strategia attuata, e con successo, è stata la sua chirurgica distruzione dopo averlo inizialmente riqualificato e valorizzato (questa volta si) nei primi anni 80 per poi essersene disinteressato negli anni successivi. E poi basta con la lista della spesa. NON è QUESTO IL MODO PER RIPARTIRE. Almeno qui. Nella parte vecchia della città bisogna ricostruire i rapporti interpersonali e sociali deteriorati e lacerati da contrapposizioni sciocche. Bisogna riscoprire la necessità di un percorso condiviso e unitario per il bene della città, ma per fare ciò è necessario che qualcuno (in qualunque direzioni si guardi) faccia un bagno di umiltà e alcune ammissioni di responsabilità. Purtroppo però nessuno è intenzionato a cospargersi il capo di cenere. P.S. grazie per aver evitato, almeno questa volta, di affermare che il mancato sviluppo del centro storico è da ricondurre alla inesistente iniziativa privata dei residenti. Almeno questo è già qualcosa e per questo ringrazio. Un abbraccio Salvatore Loizzo

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