La grande ipocrisia della giunta di destra

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Rende come Springfield

Futuro sempre più incerto per la nostra città

di GIANFRANCO DE FRANCO

Il commissario Winchester, capo della polizia di Springfield, in un episodio della serie “I Simpson” diramò un ordine di cattura che, più o meno, recitava: «Qui papà Orso, diramate subito un ordine di arresto per un individuo sospetto alla guida di una vettura di qualche tipo che si sta dirigendo in direzione.. non so, in quel locale che vende chili, eh, quello. La persona sospetta è senza cappello, ripeto, è senza cappello».

Se adesso applicassimo il concetto agli scopi della Commissione speciale di vigilanza sulla bonifica dell’area ex Legnochimica, potremmo parafrasare: «Fate subito una commissione per controllare me stesso, presieduta da me stesso, composta dai miei assessori, con alcuni componenti del Consiglio comunale, che possa solo esprimere pareri non vincolanti. Potrà, però acquisire atti, convocare funzionari, fare una relazione».

Insomma una commissione che non serve a niente e che svolge un lavoro senza alcun potere di intervento. Potere che spetta al sindaco e alla giunta.

Insomma una grande ipocrisia, proprio come a Springfield. Proprio come il sindaco Quimby.

Il sindaco di Springfield, Quimby

Il sindaco di Springfield, Quimby

E poi che senso ha una commissione consiliare presieduta dal sindaco. E’ come se una commissione parlamentare fosse presieduta dal presidente del Consiglio.

Una composizione che potrebbe essere illegittima. Come illegittima potrebbe essere la composizione della commissione consiliare per l’urbanistica visto che, anch’essa, è presieduta dal sindaco.

Con questa giunta di destra, alla quale manca qualsiasi cognizione di corrette pratiche amministrative e istituzionali, a Rende rischiamo davvero di fare la fine di Springfield. Vorrei ricordare, a tal proposito, un’altra interessante comunicazione di Winchester: «Riteniamo di avere a che fare con un essere soprannaturale, molto probabilmente una mummia. Per precauzione ho ordinato che venisse demolita l’ala egiziana del museo di Springfield».

Morale della favola? Rende rischia grosso. Rischia la demolizione di quello che i socialisti hanno costruito in 60 anni di buona amministrazione, di corretta gestione del territorio, di rispetto per l’Ambiente e di politiche di sviluppo che hanno consentito a Rende di essere sede di una grande università (l’Università della Calabria), di avere la zona industriale più grande della Calabria (con circa 400 aziende), di essere città ambita per le attività commerciali grandi (Metropolis e Marconi più) e piccole (innumerevoli i negozi sparsi in città). Insomma di essere una città nel vero senso della parola e non una periferia come la giunta di destra la sta facendo diventare.

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