Rende : ECOLOGICA E SOCIALE

 

 

 

Di Mirko D. Maria

Lo sviluppo degli spazi verdi urbani diviene finalmente una priorità nella costruzione della vita sociale del cittadino, diversi studi e progetti di respiro europeo, evidenziano un netto miglioramento del tenore di vita del cittadino che vive in realtà  urbane dove esiste concreta conciliazione fra sistemi ecologici e sistemi socio-politici, in sintesi le cittadine che sviluppano e tutelano al meglio il relativo patrimonio ecologico, creano le condizioni adatte per generare una  produttiva interazione con il contesto sociale in cui si trovano, migliorandone cosi la vivibilità.

Sebbene l’indirizzo europeo presenti una certificata statistica di questi effettivi miglioramenti, alcune realtà locali, stentano a recepirle o a comprenderne le potenzialità  , forse perché incapaci di guardare al di là del proprio naso, o forse perché semplicemente non le ritengono annoverabili fra le grandi tematiche, vedendo potenzialità in altro, tipo improvvisati  “Mercatini” o eventi  culturali come “ la Corazzata Potemkin”, un capolavoro per carità, ma a questo punto non era meglio omaggiare il Grande Paolo Villaggio( Fantozzi sarebbe stato molto meglio ); ma ironia a parte non cogliere le molteplici possibilità connesse allo sviluppo e alla riqualificazione degli spazi verdi urbani è l’ennesimo sintomo di un’Amministrazione poco attenta alle concrete potenzialità del territorio.

Rende possiede un patrimonio ecologico d’inestimabile valore, purtroppo però, nel corso degl’anni  l’attenzione che meriterebbe  è stata troppe volte scavalcata da altri fattori e da altre scelte politiche, determinandone cosi la conseguente  decadenza.  Distrattamente forse, si è dimenticata  l’importanza e la cura di tali “spazi”,  essi rappresentano l’autentica  unicità e bellezza di un territorio costruito e sviluppatosi sulla perfetta armonia  tra uomo e natura, tra sviluppo urbanistico e rispetto  del verde.

Ad oggi ,il valore estetico aggiuntivo della città, il richiamo ideale per  turisti, famiglie, per persone attratte dalla prospettiva di poter costruire un futuro in una cittadina in sintonia con l’ambiente circostante, sta pericolosamente diventando un opaco miraggio, un ricordo sbiadito, perché è divenuto  inutile nascondersi dietro falsi “slogan” o voli pindarici dettati da un revisionismo confusionario, la città è effettivamente diventata molto più brutta; dissesto stradale, discariche abusive, parchi abbandonati e deturpati, offrono un immagine della città onestamente “brutta”.

La natura urbana rendese, almeno  potenzialmente, potrebbe essere annoverata  fra le più belle d’Italia, la città offre spazi verdi che si conciliano perfettamente con il territorio circostante,  ed oggi più che mai occorre una rimodulazioni di tali aree tentando di adeguarne le molteplici funzioni  al contesto urbano e alle esigenze della comunità che lo abita.

Alcuni autori convinti sostenitori della teoria degli “Ecosystem Services” propongono la seguente classificazione di funzioni relative al verde urbano:

  1. Funzione ecologico – ambientale: mitigare effetti del degrado e dell’impatto edilizio, nonché contribuisce a mitigare l’inquinamento dell’aria e a regolare il microclima regimando i picchi termici.
  2. Funzione igienico-sanitaria : benefici fitoterapici  sul territorio, un particolare e benefico effetto psicologico prodotto dalla vista riposante di un’area verde ben curata.
  3. Funzione protettiva: il verde urbano costituisce un elemento indispensabile per la protezione e la tutela di aree territoriali particolarmente sensibili prevenendone il possibile dissesto.
  4. Funzione sociale e ricreativa: i parchi verdi sono il cuore pulsante dell’integrazione sociale, in più una gestione attenta e dinamica del verde stimola la formazione di professionalità specifiche e indirizziate alla valorizzazione dello stesso.
  5. Funzione culturale e dinamica: la presenza del verde costituisce un elemento culturale di grande rilievo svolgendo una funzione pedagogica sui cittadini e sulla future generazioni educandole al rispetto della natura e dei beni pubblici, in più i parchi e i giardini storici, cosi come gli esemplari di vegetali di maggiore età e dimensione costituiscono dei veri e proprio monumenti naturali, testimoni della storia e simboli dell’identità dei luoghi. Valorizzarli invece di abbatterli barbaramente.
  6. Funzione estetico – architettonica: l’integrazione fra gli elementi architettonici e il verde per progettare un arredo urbano che renda la città nuovamente bella sotto tutti i punti di vista.

La teoria degli Ecosystem Services offre innumerevoli possibilità per la riqualificazione degli spazi verdi, essa coglie l’importanza dell’ecologia sociale, ovvero un approccio alla società ricostruttivo, comunitario, ecologico ed etico; il modo più autentico e diretto di restituire il territorio e le sue funzionalità  ai  cittadini.

Proviamo solamente ad immaginare che cosa potrebbero offrire alla città e ai suoi cittadini, gli innumerevoli spazi verdi esistenti, se valorizzati secondo  criteri e funzionalità adeguati alle esigenze di tutti, nessuno escluso.

Perché dunque, invece di rincorrere modelli culturali e politici che non appartengono alla tradizione della città e  che non rispecchiano le peculiarità territoriali non si inizia a lavorare sul territorio, sui cittadini  e sulle  evidenti potenzialità che hanno da offrire?

“Riportare il sole, il vento, la terra, il mondo della vita nella tecnologia, tra i mezzi necessari all’uomo per la sua sopravvivenza, significa restaurare, in senso rivoluzionario il legame tra l’uomo e la natura.”