SUCA

A Rende avremmo potuto farne buon uso …

di GIANFRANCO DE FRANCO

Il debutto internazionale di “Suca” prima della tesi di laurea palermitana, per me fu sulla Eugenio C. nei mari dell’Egeo. Eravamo un gruppo di amici in crociera su quella fantastica nave, circa 30 anni fa. Uno di essi aveva il pallino fisso: «Suu», breve intervallo e poi inesorabilmente seguiva «caaaaaaaaaaa».

Un pomeriggio ci ritrovammo nel teatro della nave. Era aperto e non c’era nessuno. Eravamo lui ed io. Lui salì sul palco, io restai in platea. Levò un grido: «Suuu». Risposi io dalla platea con «caaaaaaaaaaa». Continuammo divertiti finché entrò una coppia di tedeschi. Incredibilmente si unirono al mio «caaaaaaa». Dopo qualche minuto il teatro si riempì di tedeschi. Lui sul palco a gridare «Suuuu» e io e i tedeschi in platea a rispondere «caaaaaaaaa».

La cosa incredibile capitò la sera a cena. Mentre cercavo di raggiungere il mio tavolo, uno dei tedeschi mi intravide. Si alzò di scatto e con voce baritonale tuonò: «Suuuuu». La sala all’unisono rispose «caaaaaaaaaa». Si continuò in questo modo per tutta la serata e per le successive 3 sere di permanenza a bordo.

E oggi “Suca”, all’improvviso non è più una parola volgare.

Se lo fosse stata per un altro po’ a Rende avremmo potuto farne un buon uso …