La Sinistra perduta

Il risultato è il caos

di GIANFRANCO DE FRANCO

Sono troppo ambiziosi e individualisti. Non lo sembrano, ma sono arroganti. Hanno una mentalità pragmatica e trasformista e non si richiamano più a una tradizione politica e culturale. Alcuni addirittura prendono posizioni politiche “on request” magari accompagnate da qualche centone o da promesse. A volte sono anche colti e raffinati. Quasi sempre sono inutili. Nessuna utilità procurano ai cittadini, ai poveri, ai bisognosi. Alcuni cercano solo applausi, altri solo vendette.

Potrebbe essere o non potrebbe essere questo l’identikit di una persona di sinistra oggi? O potrebbe essere quello di una persona di destra? O di Centro?

Non saprei dire. Però questo identikit spesso si adatta perfettamente a tante persone che “fanno” politica oggi a tanti livelli. Dai più prestigiosi a quello di “semplice” emanatore di post su Facebook.

La mia opinione è che non c’è trasparenza e questo genera confusione.

Sembrano secoli fa i tempi in cui Giacomo Mancini per conquistare il Comune di Cosenza si alleò con la Destra. Lo fece con una lista di civismo vero e l’esperienza, pur breve, mise delle pietre miliari per lo sviluppo sia economico, sia sociale di Cosenza.

Anche Rende non fu immune da questo fenomeno. A Rende non ci furono esperienze formali di civismo, ma nei fatti la Destra ha sempre votato per i socialisti, sia ai tempi di Cecchino, sia a quelli di Sandro. E’ facile verificare i voti che la Destra ottenerva alle “politiche” e quelli che otteneva alle “amministrative”.

La differenza con i tempi di oggi, a mio avviso, è tutta nella trasparenza. Non è mai chiaro perché uno di sinistra o di sinistra-sinistra governa insieme a uno della destra o della destra-destra. Non è chiaro se chi “guida” un’amministrazione o un partito è legato a interessi esterni e se, magari proprio in nome di questi interessi, è “costretto” ad alcune scelte anziché ad altre. Il risultato è il caos.

Insomma io credo che si può anche fare un’alleanza fra destra e sinistra, ma reggerà solo se essa sarà fatta in nome di valori e in nome di programmi chiari e concreti. Se essa invece fosse fatta per ambizioni personali, se essa rispondesse, come in una partita a scacchi, a “mosse” che preludano ad altre “mosse”, se essa fosse fatta per “posizionarsi” al fine di essere pronti ad occupare un posto prestigioso, tale alleanza non reggerebbe fino in fondo e i cittadini, gli elettori, prima o poi, lo capirebbero e ne chiederebbero il conto.