Quale futuro attende la nostra città?

Di Mirko Di Maria

Mi rammarica dover constatare come il dibattito politico locale sia divenuto ormai una  “caciara” di basso livello, lungi da ricordare veri confronti politici su tematiche di rilevanza pubblica e sociale, ogni qual volta questa amministrazione si sente criticata, erroneamente o no, questo saranno i cittadini  a giudicarlo, la duplice contromossa, evidente e banale, consiste in:  strazianti autocelebrazioni , che tendono a celebrare  i singoli personalismi  e non certamente  la collettività,  conditi con  l’aggiunta di quegl’immancabili “slogan” segno evidente di una scadente cultura politica che ancora non riesce a rinnovare le argomentazioni della campagna elettorale del 2014.

Mi rammarica ancor di più leggere di qualcuno che parla di cosiddetti “retaggi” e di giovani, dimenticando forse che è proprio il suo retaggio, o il suo modo di valutare alcuni comportamenti, la componente discriminante e marginalizzante che denigra, in un certo senso, il lavoro e la passione di tanti giovani che sbagliando o no, hanno avuto il coraggio di scegliere, e l’ hanno fatto sempre in maniera libera e disinteressata; pensasse ai quei   “giovani” che seppur preparati e vogliosi di mettersi in gioco, sono relegati, a causa forse di questo suo retaggio,  a posizioni  e scelte periferiche.  Giovani o no, “la libertà che vogliamo noi non è il diritto astratto di fare il proprio volere, ma il potere di farlo”.

In ogni caso ciò che mi rammarica di più  è senza alcun dubbio vedere una città bellissima come Rende, ridotta in queste miserabili condizioni. Asserire che questo è il periodo più decadente della città, non è più una fievole provocazione, ma è un dato di fatto; la crisi in cui versa la città, è il risultato inequivocabile di un’inadeguata e superficiale amministrazione, che nel crogiolarsi in spettacolari apparizioni su social e giornali, produce un innumerevole quantità di parole, ma in quanto a fatti concreti scarseggia.

A Rende per la prima volta o almeno per quanto io ho memoria  vengono meno i servizi primari, essenziali per garantire una degna e adeguata   vivibilità all’intera cittadinanza;  la “Crisi Idrica”, che sicuramente a monte prescinde da responsabilità esclusivamente comunali, viene però gestita senza una progettazione peculiare a sostegno delle differenti zone della città, e senza una presa di posizione netta e di polso,  non solo a parole o lettere, che faccia concretamente  sentire agl’enti predisposti le inaccettabili condizioni in cui versa la comunità rendese, esasperata e soprattutto non tutelata dall’Amministrazione Comunale.

Dalla crisi idrica si passa alla confusionaria gestione dei Rifiuti, che nonostante le percentuali decantate, risulta essere nella sostanzialità un vero è proprio fallimento; colpa forse di una mancata informazione preventiva, di lacune nella logistica e nella progettazione, che hanno trasformato alcune zone della città in vere e proprie discariche a cielo aperto, che non tengono in considerazione le peculiarità delle attività commerciali, per quelle poche che ancora resistono,  e dell’enorme bacino di studenti universitari che difficilmente saranno gestibili con questo sistema di espletazione del servizio.

Dal problema rifiuti si passa al degrado urbanistico evidente e sotto gli occhi di tutti, strade dissestate, contrade abbandonate a se stesse, progetti di riqualificazione dei parchi e delle zone verdi che stentano a partire, una completa essenza di cura e amore del patrimonio cittadino, e di conseguenza un’assoluta incapacità di  sfruttarne l’enorme potenziale.

A questo punto è doveroso domandarsi, quale futuro attende la nostra città? Di sicuro di una cosa siamo certi, peggio di cosi non può andare, dunque qualsiasi cosa verrà dopo, sarà sicuramente meglio, e non me ne voglia l’Assessore Ziccarelli, che reputo comunque persona colta e preparata, se non credo alle sue congiunture astrali, o che l’esodo dei commercianti sia legato ad un oroscopo andato male, la crisi in cui versa la cittadina non è da sottovalutare o  da strumentalizzare, è una realtà fattuale causa di un immobilismo strutturale dettato dalla mancanza di una progettazione futura per Rende e per i rendesi , dove l’unica prospettiva palesata si sintetizza in una anomala annessione che a quanto pare non offrirebbe nessun concreto vantaggio alla nostra città, almeno nei termini in cui  dovrebbe essere realizzata. 

Esistono dunque delle priorità, e se per voi le priorità sono i giochi di “spettacolarizzazione”, per noi la priorità è Rende e tutti i suoi cittadini.